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Ci sono Libri di Testo e Libri di Testo per lo studio delle lingue straniere

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In questa avventura vorrei fare una riflessione sui libri di testo che i nostri figli hanno a disposizione per lo studio delle lingue straniere sia nella scuola primaria di primo grado che nella media inferiore.

Quali caratteristiche deve avere un libro di testo per favorire l’apprendimento efficace di una lingua straniera?

Dovrà senz’altro tener conto dei principi base per una corretta e naturale acquisizione di una lingua da parte del nostro cervello, quindi, come più volte puntualizzato in questo spazio:

  1. non dovrà Mai utilizzare la traduzione;
  2. dovrà tener conto del fatto che la nostra mentre apprende il linguaggio attraverso le Narrazioni e Non attraverso Elenchi;
  3. dovrà essere impostato in modo tale da aver recepito lo schema fondamentale per cui Prima si impara a parlare una lingua Poi si impara a scriverla.

La sottoscritta ha frequentato la scuola media inferiore tra l’anno scolastico 1988/89 e l’anno scolastico 1990/91. All’epoca la lingua straniera non veniva insegnata alla scuola primaria. Volete sapere quale testo per la lingua inglese avessi e come era strutturato?  Avevo lo Streamline English Departures.

Penso che qualcuno dei lettori appartenenti più o meno della mia stessa leva se lo ricorderà: un libro sottile sottile che ci ha accompagnato per tutto il triennio, munito di audiocassetta. Che cosa conteneva? Semplicemente storie in lingua inglese. Piccole storie riguardanti situazioni diverse oppure sezioni con dialoghi afferenti alla vita quotidiana.

La nostra insegnante, che era davvero eccezionale quanto il libro scelto, ci faceva imparare le storie che poi dovevamo “mettere in scena in classe” e ci faceva ascoltare la cassetta.

E gli esercizi? E la grammatica?

Gli esercizi e la grammatica sono comparsi quasi alla fine della prima media, dopo un cospicuo esercizio di ascolto e produzione verbale; essi consistevano in schede che l’insegnante di volta in volta ci consegnava in cui Tutto era scritto in inglese, anche le consegne. Mentre la grammatica veniva spiegata dall’insegnante in classe e noi riportavamo gli esempi su un quaderno.

Ebbene io in quei tre anni ho imparato moltissimo! Preciso che non frequentavo né una scuola privata, né una particolare sperimentazione.

Ora diamo un occhio ai testi che utilizzano i nostri figli. Talvolta c’è da rabbrividire: testi pieni di esercizi grammaticali e di elenchi, consegne date in italiano perfino negli esercizi di ascolto!

In alcuni testi della scuola media inferiore negli esercizi di writing vengono descritti i contenuti in italiano che poi l’allievo dovrà trascrivere in inglese!

Ma non dovrebbe essere dato per assodato che la traduzione è deleteria per qualunque tipo di apprendimento linguistico? Se no per quale motivo poi le famiglie spendono fior di quattrini per mandare i propri figli in vacanza studio in full immersion all’estero?

Peggio del peggio talvolta viene richiesto l’esercizio di traduzione il quale abbiamo visto perfettamente inutile per l’apprendimento efficace di una lingua straniera tant’è che chi di mestiere fa il traduttore deve frequentare una scuola ad hoc e non basta semplicemente sapere bene una lingua o essere madrelingua.

L’insegnamento delle lingue vive attraverso le famose “versioni” era in uso non nel 1988, ma negli anni Cinquanta quando mio padre frequentava l’allora scuola media in cui inglese e latino venivano insegnati con lo stesso metodo. Non credo di aver bisogno di illustrarvi i risultati.

Pensiamoci la prossima volta che come genitori avremo a che fare con un libro di testo per l’insegnamento della lingua straniera soprattutto se facciamo parte di organi collegiali scolastici. Pensiamoci per il bene dei nostri figli e del loro futuro come cittadini che possano a 19 anni davvero poter scegliere di andare a lavorare o studiare altrove senza barriere linguistiche!

See you all in the next adventure.