Accettare il figlio della compagna

Pubblicato Martedì 27 Settembre 2011 da torinobimbi
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Psicologia 

Gentile dottoresse, ho 33 anni, divorziata da 8 anni con un figlio di 11 anni.

Mi sono risposata l'anno scorso dopo una convivenza di 3 anni e ora ho una bimba di 6 mesi. Viviamo tutti sotto lo stesso tetto con non poche difficoltà, sono sempre più frequenti i segnali che ricevo dal mio attuale marito circa la difficoltà di accettare il mio primo figlio, non per ultimo insiste nel portare avanti la teoria che mio figlio e nostra figlia sono estranei, non fratelli in quanto non hanno
lo stesso cognome, hanno padri diversi, ecc.. (inutile dire che la cosa mi ferisce molto).
Ma anche se così fosse, che fine fanno gli affetti?? si cresce insieme si impara a volersi bene indipendentemente dai legami di sangue.

Sono svariati mesi che combatto con questo problema, cerco di affrontare la cosa con pazienza, il più delle volte sono accondiscendente ai suoi discorsi, ma quando si mette in dubbio il
futuro rapporto dei miei figli, quando si vuole interferire su un sentimento ancora non formato, allora mi sento scoppiare! e ieri così è stato!!!

Cosa devo fare o meglio come posso far capire a mio marito che si sbaglia, come posso aiutarlo a comprendere e a far accettare mio figlio nella nostra famiglia??

grazie Marilena

Cara Marilena,
siamo concordi con Lei: non esistono figli di serie a e figli di serie b e inoltre i legami affettivi non sono solamente questione di geni, ma si costruiscono e si consolidano nel tempo con l’amore, la vicinanza, la condivisione e il sostegno.
I suoi figli cresceranno insieme e nutriranno l’uno verso l’altra sentimenti di profondo affetto e sincera fratellanza. Con il matrimonio avete fondato una nuova famiglia, e suo figlio maggiore ne fa parte.
Comprendiamo dunque l’impossibilità di accettare la posizione di suo marito, che ci descrive così estrema.
È necessario comprendere come mai suo marito si sia costruito aspettative così irrealistiche e come mai in questo momento faccia tanta fatica a relazionarsi con suo figlio.
Perché si sente così minacciato dalla presenza del bambino? Forse la sua difficoltà si somma a quella, fisiologica, di adattarsi emotivamente alla recente nascita di vostra figlia e ai cambiamenti che questa impone, incluso il fatto di dover rinunciare a parte delle attenzioni della compagna in favore dei figli.
Forse la situazione è complicata da un rapporto non sereno con il suo ex marito o con altri familiari, rispetto ai quali lui sente la necessità di mettere dei limiti. Inoltre anche suo figlio sta certamente attraversando un periodo di crisi e riadattamento, e potrebbe avere atteggiamenti ambivalenti.
È l’adulto che deve comprendere la situazione emotiva del bimbo e andargli incontro, ma questo non è sempre facile.
È necessario aiutare suo marito ad accettare la nuova situazione e a costruire un rapporto positivo e affettuoso con entrambi i bambini, anche se il legame con la figlia naturale sarà necessariamente diverso.
Si confronti con lui su questi temi, lo sostenga il più possibile e gli faccia sentire che il suo amore per lui e per la piccola non è minacciato dalla presenza del più grande, ma non si sforzi di accondiscendere alla richiesta di allontanare i bambini fra loro. Sostenga con sicurezza il diritto dei suoi figli a crescere insieme in armonia.
Saluti dallo staff dello Studio di Psicologia Relazionale.

Attenzione: data la natura del servizio, la consulenza offerta da il Torinobimbi.it ha lo scopo di essere utile nel chiarimento di determinate problematiche e - soprattutto per quanto riguarda i temi legati alla salute dei bambini - non pretende di essere esaustiva né di poter risolvere le situazioni prospettate.