Cara Laura,
è veramente difficile reggere il fatto che la propria figlia venga rimproverata senza colpa o comunque non sappia difendersi quando viene in qualche nodo aggredita.
Come vive questa situazione la bimba? Credo che comprendere questo sia il primo passo da fare.
Come racconta questi episodi? Prima ancora, li racconta?
Se non li racconta ma tu hai saputo ad esempio dalla maestra della pagina strappata, allora potresti cominciare a manifestarle il tuo dispiacere per quanto le è accaduto. Farle presente che ti spiace che lei venga rimproverata ingiustamente.
Se te lo racconta lei, o se risponde al tuo dispiacere con qualche sua osservazione, allora una modalità di risposta potrebbe essere di provare a capire come vive la cosa: ad esempio, ansia, timore, timidezza, paura della reazione della compagna o paura di non essere più accettata se non asseconda le richieste degli altri o chissà quali altre percezioni ed emozioni.
L’unica cosa da fare, è “rimandarle” quello che lei vive. Usare cioè l’ “ascolto attivo” (potrebbe esserti utile leggere la pubblicazione relativa nella sezione dedicata di Torinobimbi, qui il link ad uno degli articoli L’ascolto). Ascolto attivo significa rispondere riportando semplicemente quel lo che lei dice, dimostrando di avere capito anche quel che vive in quel momento. Non si tratta di dare interpretazioni, ma semplicemente di cogliere il suo messaggio accompagnato dalle emozioni che vive. Non si tratta neppure di indicarle come fare in casi analoghi, di darle consigli, di dirle che così non fa il suo interesse, che non è giusto o che tutti ne approfitteranno o altre cose simili. Solo ed esclusivamente quel che lei ha già detto, ma in modo da farle percepire che tu hai compreso quel che sta vivendo.
Ad esempio, se lei dicesse: “Se non lo avessi fatto, la mia amica si sarebbe arrabbiata” la risposta potrebbe essere: “Temi che l’avresti fatta arrabbiare”. Da questo lei potrebbe continuare con altre frasi e poco per volta chiarirsi quello che prova. Solo in questo modo potrebbe prendere coscienza delle sue reazioni, imparare ad avere familiarità con il suo modo di essere e della sua eventuale sofferenza e poco per volta cambiarlo.
Sicuramente bisogna avere pazienza, perché un cambiamento non può avvenire in tempi rapidi, tanto più se quello che tu vivi male è un aspetto del suo carattere che si è rivelato già da bambina.
L’altra alternativa è accettare il suo modo di essere. Se lei è così e tutto sommato con questo suo modo di essere convive abbastanza serenamente; se, come tu dici, è socievole e aperta, allora lasciarla essere come è potrebbe essere una soluzione. Magari crescendo potrà cambiare oppure no. In questo caso il problema diventa tuo. Puoi riuscire ad accettare tua figlia, anche così come è?
