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Lo svezzamento: gli errori
L'alimentazione scorretta, perché squilibrata, carente o eccessiva nei suoi principi nutritivi, rappresenta sicuramente il più importante fattore di rischio, in termini percentuali, per le malattie croniche, degenerative e infettive.
È infatti ormai universalmente riconosciuta la correlazione tra salute ed alimentazione e la possibilità di prevenire le patologie degenerative attraverso un'alimentazione equilibrata.
Lo svezzamento: che cosa dare?
Una delle domande più frequenti quando si inizia lo svezzamento è: "Qual è il cibo migliore per il mio bambino?" Di seguito pubblichiamo uno schema per potersi meglio orientare nella scelta.
ContinuaQuando iniziare lo svezzamento?
NEL PRIMO ANNO DI VITA sappiamo che il cibo più importante è il LATTE MATERNO Il momento dello svezzamento è assolutamente individuale e va determinato in base alle esigenze e alle caratteristiche del bambino: possiamo dire indicativamente tra i 6 e i 12 mesi: alcuni lattanti vorranno assaggiare e mettere in bocca di tutto e mangiare nel piatto dei genitori, altri arriveranno all'anno sazi solo del latte della mamma.
Per i più curiosi è meglio attendere i sei mesi per evitare rischi di allergie o intolleranze più frequenti se si introducono cibi diversi dal latte prima dei sei mesi: l'intestino non è ancora pronto, le sue difese immunitarie non adeguate, gli enzimi insufficienti.
Vellutata di Zucca per bebè
La vellutata di zucca per i bebè è uno di quei piatti inizio svezzamento che la gran parte dei soggetti pare apprezzare (sarà per il sapore dolce, dolce o per il colore arancio, arancio?)
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I messaggi corporei durante i primi mesi di vita del bambino
Nei Nei primi mesi di vita il bambino sperimenta il piacere attraverso il corpo dell'adulto: le cure di chi lo accudisce gli consentono di apprendere e interiorizzare attraverso i messaggi veicolati a livello corporeo.
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Il bambino e la comunicazione corporea
Alla nascita il bambino entra gradualmente in contatto con la realtà attraverso i cinque sensi e il movimento, vettori di scambio delle prime informazioni con il mondo.
ContinuaPortare i neonati riduce il pianto
Molti genitori o nonni pensano che prendere in braccio il proprio bambino sia da considerarsi come una forma di vizio.
Non è propriamente così: in neonati non sono ancora in grado di ricattare chi sta intorno a loro; sono solo bisognosi di essere toccati e coccolati. Questa mia affermazione non è casuale e nemmeno il frutto di un’opinione personale di un’insegnante di massaggio infantile: è invece supportata da diversi studi scientifici tra i quali quello che vi propongo oggi. E’ un lavoro svolto in Canada, all’ospedale pediatrico.
