Rubrica di Formazione
L’ascolto
L’ascolto è sicuramente una abilità che favorisce moltissimo una buona relazione fra le persone, in qualsiasi contesto, ma soprattutto nella relazione fra genitori e figli e comunque all’interno della famiglia, contribuendo notevolmente alla costruzione di un buon clima familiare.
Ma, ahimè, è una della abilità più complesse e difficili.
Ascoltare significa “stare a sentire” “udire con attenzione” “dar retta” “seguire” (dal dizionario Garzanti).
Si tratta di un’attività impegnativa che implica lo “stare” a sentire, e “stare” significa soffermarsi, stare fermi, prestare “attenzione”, “seguire” il discorso dell’altro.
Insomma bisogna smetterla di fare quel che si sta facendo, bisogna fermarsi, spostare la propria “attenzione” da sé e dalla proprie attività per “dar retta” a un’altra persona.
In sostanza, è la sospensione di ogni parola, gesto o atto, per fare spazio all’altro, per essere disposti a ricevere, semplicemente ricevere.
E’ un atteggiamento tipicamente femminile, che non è però esclusiva delle donne, è l’emergere della parte più disponibile e attenta presente anche negli uomini.
E’ il NON FARE, è creare uno spazio vuoto che l’altro possa riempire, è lasciare il tempo necessario all’altro per focalizzare il proprio vissuto, per riflettere, per prendere contatto profondo con se stesso, per prendere progressivamente consapevolezza di quanto sta vivendo.
Quale l’atteggiamento alla base di questo comportamento?
La profonda accettazione della persona che si ha di fronte, una grande attenzione nei suoi confronti, una sincera considerazione e interesse per quanto ci viene esprimendo, forse anche una commossa gratitudine per il regalo di una parte di sé che ci sta comunicando.
Quale l’effetto sul figlio?
Evidentemente gli atteggiamenti presenti nel genitore vengono percepiti dal figlio, che si sentirà accettato, considerato, che sentirà che quanto sta comunicando è importante per il genitore e quindi sentirà l’importanza che lui stesso riveste nella vita del genitore, la valorizzazione del suo essere e di quanto lui esprime.
Insomma, sarà una bella iniezione di sicurezza e di autostima, che genererà anche benessere in entrambi, ascoltatore ed ascoltato.
Ricordo la soddisfazione di una mamma che dopo avere provato ad ascoltare sul serio e con attenzione la propria bimba mi ha raccontato: “Mia figlia quando è contenta esprime la sua gioia saltellando. Quando ha finito di parlare con me ha saltellato fino alla sua stanza e poi ancora dentro alla sua stanza. E’ un’esperienza che non avrei mai immaginato!”
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