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Riflessione su gioco d'azzardo, giovani e famiglie. Il gioco d’azzardo è vietato dal codice penale, ma la progressiva legislazione in deroga da metà degli anni ’90 ad oggi ha portato a una situazione paradossale. Viene punita una scommessa tra amici, mentre risultano legali gli oltre 79 miliardi di fatturato ricavati da lotterie, slot machines, poker, scommesse e giochi d’azzardo di natura sempre più varia che in questi ultimi anni, a ritmi sempre più frenetici, sono stati immessi sul mercato. Di conseguenza la platea dei giocatori si è allargata enormemente e ormai anche giovani, casalinghe e pensionati costituiscono nuove fasce d’utenza da catturare e fidelizzare. Si stima che il 54% della popolazione Italiana (quasi 24.000.000 di persone) giochi d’azzardo. I giocatori problematici sono tra l’1,27% ed il 3,8% e quelli patologici tra lo 0,5% ed il 2,2%. Tra i giovanissimi (fascia 15 – 19 anni) il 7,5% sarebbe interessato dal gioco d’azzardo. I costi sanitari, sociali, relazionali e legali del gioco d’azzardo crescono in misura proporzionale. Molte inchieste della magistratura ed alcune indagini economiche tendono a evidenziare non solo che il business del gioco d’azzardo costituisce un interesse specifico di infiltrazione delle grandi organizzazioni criminali, ma che l’espansione del gioco d’azzardo legale non contiene, ma alimenta a sua volta il gioco d’azzardo illegale. Che cosa dobbiamo sapere come genitori? Quali sono i rischi che corrono i nostri figli? Come fare prevenzione? Queste ed altre sono le domande che poniamo a Mauro Croce, psicologo, psicoterapeuta e criminologo, socio fondatore di Alea (Ass. per lo studio del gioco d’azzardo e dei comportamenti a rischio) e autore, insieme a F. Rascazzo del libro Gioco d’azzardo, giovani e famiglie.