Tre storie si intrecciano attraversando tempi e luoghi diversi: Murdoch, adolescente arrabbiato con il mondo; Boon, antropologo forense che ha scelto di lavorare con i morti per non affrontare i vivi; Norvège, una ragazza che decide di chiudersi nella propria stanza e smettere di parlare.
Tra rabbia, silenzi e desiderio di essere ascoltati, le loro vite compongono un affresco poetico e doloroso sulla giovinezza e sull’incomunicabilità. In filigrana emerge la domanda che attraversa tutto il testo: come continuare a cercare la bellezza in un mondo che sembra aver perso il senso delle cose?
Tre traiettorie apparentemente separate, in tempi e luoghi diversi, ma unite da una stessa ferita: l’incomunicabilità, il bisogno d’amore, la difficoltà di esistere in un mondo che sembra non lasciare spazio alla fragilità. A legarle è la parola di Wajdi Mouawad, autore che intreccia le storie fino a rivelarne il disegno nascosto. In ASSETATI, le vite si specchiano e si rispondono, componendo un affresco poetico e doloroso sulla giovinezza, sul desiderio di essere visti e sulla sete – disperata e irriducibile – di senso.
Progetto vincitore della terza edizione del Premio Leo de Berardinis per artisti e compagnie under 35
Dove si svolge:
www.torinobimbi.it/indirizzi-utili/casa-del-teatro-ragazzi-e-giovani.html
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