“ERA” è un tempo imperfetto, non più presente ma non ancora passato, un tempo che zoppica tra memoria ed oblio. “ERA” è un viaggio, che come il viaggio di Alice inizia da una caduta e procede per imprevisti da cui nascono possibilità inattese. È così che lo spettatore ha la possibilità di vedere le cose in maniera differente, di riscrivere la storia, ridisegnare i contorni di un discorso che a poco a poco si affermerà in scena.
Ed è così che il presente diviene un altro presente; gli spettatori si perdono come lettori e si ritrovano come protagonisti della storia.
La poetica del MagdaClan è fatta d’immagini, il cui impatto sullo spettatore disperde ogni possibilità di ritorno alla realtà/spazio temporale precedente. Un circo di personaggi e situazioni surreali, un circo di metafore per raccontare qualcosa di altro dal circo, ma dove l’altro è così fuori dalle righe da sorprendere per la sua originalità.
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