Lo spettacolo propone un ponte culturale che pone al centro un tema apparentemente privo d’interesse nella realtà attuale: la rinuncia; un tema di nessuno o poco interesse, diventato improvvisamente molto popolare e perfino necessario a seguito dell’attuale pandemia.
In punto di morte il Rabbi Sussja disse: «Nel mondo futuro non mi si chiederà: “Perché non sei stato Mosè?”; mi si chiederà invece: “Perché non sei stato Sussja?”» (Martin Buber)
Il Buddhismo Tibetano propone un pensiero religioso e filosofico molto lontano dal nostro. Nonostante una certa diffusione del Buddhismo anche alle nostre latitudini, il senso profondo delle sue idee resta probabilmente in gran parte estraneo alla nostra comprensione profonda. Dunque, perché farne il tema di uno spettacolo? Oltretutto dedicato ai piccoli e ai ragazzi. Inoltre: come comunicare un punto di vista apparentemente tanto distante?
È necessario chiarire che lo spettacolo Francesco, il lupo e il Principe Siddhartha non ha questa pretesa; non è un trattato di filosofia né un’opera religiosa. Si contestualizza e prende spunto da questi grandi temi, ma si concentra su qualcosa di molto più concreto e vicino a noi. Si concentra su problemi attuali.
Dove si svolge:www.torinobimbi.it/indirizzi-utili/auditorium-franca-rame.html
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