Ogni mese, l’avv. Maria Elena Ferrara risponde nella newsletter “Gli shottini dell’avvocato” ai dubbi legali più frequenti che riguardano la vita familiare, la scuola e la convivenza..
Tre domande, tre risposte rapide ma sostanziose: i nostri “shottini legali” offrono un orientamento chiaro e concreto su situazioni che molti genitori si trovano davvero ad affrontare.
In questa edizione, la dodicesima, affrontiamo temi molto attuali:
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recite di Natale e rispetto delle diverse sensibilità 🎄
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vacanze con l’altro genitore e mantenimento 💶
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colloqui scolastici e diritti dei genitori separati 🏫
Tre situazioni diverse, unite dallo stesso obiettivo: trovare un equilibrio rispettoso tra scuola, famiglia e diritti dei bambini.
Recite di Natale religiose, lecite oppure no?
Domanda:
Nella scuola dell’infanzia di mia figlia (privata paritaria) stanno preparando la recita di Natale.
Quest’anno però le maestre hanno scelto un tema molto religioso. Non è la solita canzoncina sul Natale o sull’inverno, ma proprio la rappresentazione della Natività. Alcuni genitori stranieri si sono già lamentati e in chat c’è confusione. Io sono le rappresentate di classe e vorrei capire come muovermi.
Risposta:
Il principio di laicità impone alla scuola, anche alle paritarie, attività che rispettino le diverse sensibilità presenti in classe.
Allo stesso tempo, il Consiglio di Stato ha riconosciuto che i riferimenti alla tradizione natalizia possono rientrare nella didattica, a condizione che non si trasformino in un momento di culto ma restino iniziative con finalità culturali. In questo senso una recita ispirata alla Natività è ammissibile se viene proposta come rappresentazione della tradizione del territorio.
Consiglio pratico:
Chiedi alle maestre quale sia l’obiettivo educativo della recita. Spesso basta chiarire che l’intento è culturale per riportare tranquillità. Se però restano perplessità, puoi chiedere alla scuola di valutare un ruolo alternativo o un’attività parallela per i bambini le cui famiglie preferiscono una soluzione diversa.
La scuola non è obbligata automaticamente ad adottarla, ma ha il dovere di trovare un equilibrio inclusivo tra le diverse esigenze.
Tutte le vacanze con l’altro genitore: si può ridurre il mantenimento?
Domanda:
Sono separata da cinque anni e abbiamo due figli di 8 e 12 anni. Il maggiore mi ha chiesto di trascorrere tutte le vacanze di Natale con il padre e per me va bene, anche perché vuole stare con i cugini. Il problema è che il mio ex sostiene che, visto il periodo più lungo con lui, andrebbe ridotto il mantenimento che deve per dicembre. Vorrei evitare discussioni, ma non mi risulta che l’assegno funzioni così.
Risposta:
La permanenza prolungata durante le vacanze di Natale non modifica l’equilibrio economico su cui si basa l’assegno, perché quest’ultimo è legato al quadro generale di vita del minore. La
giurisprudenza è chiara: variazioni temporanee nei tempi di permanenza non incidono sull’importo del mantenimento.
Un adeguamento è possibile solo se cambia in modo stabile la collocazione del figlio, cioè se inizia a vivere prevalentemente con l’altro genitore. In quel caso serve una modifica delle condizioni in tribunale, altrimenti chi sospende o riduce l’assegno risulta inadempiente, con tutte le conseguenze del caso.
Come muoversi:
Rispondi con calma che non ci sono le condizioni per rivedere la cifra. Per evitare discussioni puoi offrire, in via del tutto volontaria, un contributo a una spesa concreta legata alle vacanze, come una gita organizzata, un laboratorio creativo o un’uscita sportiva. È un gesto di collaborazione occasionale che può alleggerire il clima, senza andare ad incidere sull’assegno.
Colloqui di fine quadrimestre e genitori separati, chi entra e chi no
Domanda:
Sono separato da poco e abbiamo un figlio con affido condiviso, anche se vive prevalentemente con la madre. Tra poco ci saranno i colloqui di fine quadrimestre. La mia ex sostiene di volerci andare da sola perché, secondo lei, la presenza di entrambi metterebbe in difficoltà gli insegnanti.
Io però vorrei partecipare comunque, anche perché tengo molto al percorso scolastico di nostro figlio. La mia ex o la scuola possono impedirmelo?
Risposta:
I genitori hanno entrambi il diritto e il dovere di essere informati sul percorso scolastico dei figli.
Questo diritto-dovere può essere esercitato in modi diversi: andare insieme al colloquio è una possibilità, non un obbligo. In ogni caso non può essere impedito da un genitore all’altro e neppure la scuola può decidere chi dei due debba partecipare.
Solo un giudice può limitarlo, con un provvedimento espresso e in situazioni davvero eccezionali.
Il consiglio:
Se prevedi tensioni, parla con il coordinatore di classe e chiedi un appuntamento separato. In questo modo tuteli la serenità del colloquio e ottieni comunque tutte le informazioni necessarie.
Un dubbio, una situazione che ti lascia perplesso?
Scrivici! l’avv. Ferrara potrebbe affrontarla nel prossimo numero, con la chiarezza di sempre. Invia la domanda www.torinobimbi.it/chiedi-esperto.
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