La masturbazione infantile

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Nei Tre saggi sulla teoria sessuale (1905), Freud scrive che “una delle credenze popolari sulla pulsione sessuale consiste nel ritenere che essa sia assente nell’infanzia e che si risvegli soltanto nel periodo di vita che si definisce pubertà. Questo non è soltanto un errore banale, bensì anche un errore che comporta gravi conseguenze …”.

Secondo Freud la vita sessuale esiste fin dalle prime ore di vita, quando il bambino prova piacere sessuale nel poppare; gradualmente il piacere erotico dalla bocca si trasferisce ai genitali, di conseguenza possiamo affermare che la masturbazione nel bambino è una scoperta naturale.

Quindi, la masturbazione infantile è assolutamente normale e può verificarsi anche in bambini molto piccoli. In genere, nella naturale esplorazione del proprio corpo, il bambino scopre che gli organi genitali offrono sensazioni calmanti e più piacevoli rispetto ad altre parti del corpo. Ne consegue che, già a partire dai due anni, la masturbazione va accettata con serenità e che per i bambini rappresenta una forma di consolazione alla quale ricorrere nei momenti di noia, stanchezza e solitudine. Il bambino piccolo, che si masturba, appare concentrato nell’atto stimolatorio e non prova alcun imbarazzo, non ha motivo per non toccarsi e per nascondersi agli sguardi altrui, perché non conosce ancora il senso del pudore. Intorno ai tre/quattro anni, con lo sviluppo del senso del pudore, il bambino inizia a praticare la masturbazione in situazioni di intimità.

Di fondamentale importanza è la reazione dell’adulto a tutto questo, perché un atteggiamento di riprovazione o punitivo, rischia di sviluppare nel bambino dei tabù o delle reazioni negative nei confronti della sessualità. Inoltre, tale atteggiamento può rafforzare l’autostimolazione dei genitali, perché pensare di compiere un atto proibito, può spingere il bambino ancora di più verso l’isolamento e l’autoerotismo.

Quale comportamento dovete tenere voi genitori e in generale le figure di riferimento?

I bambini che si masturbano, spesso lo fanno perché sentono il bisogno di attenzione e coccole. Di conseguenza:

  • non sgridateli, non colpevolizzate il “desiderio”, perché il divieto introiettato e la vergogna provata, potrebbero compromettere il normale funzionamento sessuale nell’età adulta; appaiano invece adeguate la relazione affettiva e  il contenimento da parte vostra;
  • non dite loro che si sentiranno male, o che queste cose si fanno solo da grandi;
  • non trasmettete ai bambini eventuali vostre preoccupazioni circa la loro attività masturbatoria, al fine di evitare che giudichino in senso negativo un comportamento che di per sé negativo non è;
  • ritagliatevi del tempo da dedicare ai vostri figli: giocate con loro, leggete dei libri, svolgete insieme quelle attività che piacciono e che possano coinvolgere entrambe;
  • con pazienza educate i vostri figli a non masturbarsi in presenza di altre persone, come insegnate loro a non mettersi le dita nel naso; dovete spostare l’attenzione sulle norme della buona educazione, enfatizzare la regola sociale, senza drammi e soprattutto senza instillare il senso di colpa. Utilizzate parole chiare, dolci e comprensive, usate un tono di voce rassicurante e contenitivo. Dite che è del tutto normale che abbia provato desiderio di accarezzarsi, ma che sarebbe il caso di farlo quando è da solo;
  • cogliete l’occasione per parlare con i vostri bambini del loro corpo e della loro sessualità presente e futura; parlatene senza tralasciare gli affetti e i sentimenti e senza dimenticare che la sessualità, affinché non rimanga solo sesso, va inserita in un contesto relazionale (es.: mamma e papà si amano e dal loro amore sei nato/a tu); e non omettete i dati biologici (è ormai passato il tempo di cavoli e cicogne e di api sui fiori). Utilizzate un linguaggio semplice e comprensibile.

Cosa fare se la frequenza dell’atto masturbatorio è elevata?

Il ricorso troppo frequente nell’ambito della stessa giornata o particolarmente prolungato, accompagnato a scuola da un isolamento dagli altri bambini, può essere considerato come un possibile segnale di disagio affettivo, dovuto all’incapacità del bambino di trovare delle forme di gratificazione nella realtà esterna. Ne deriva che, il proprio corpo diventa un rifugio.

La psicologa Cristina Montanaro ha risposto ad ulcune delle vostre domande relative alla masturbazione infantile. Se volete leggerle ecco i link:

Masturbazione continua solo all’asilo

Si chiude in bagno con la porta chiusa

Come mi devo comportare?

Masturbazione infantile: bimba di tre anni

Masturbazione infantile bimbo di 6 anni

Masturbazione infantile

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