15 Aprile 2026 ARTICOLI

Giorgia Cozza

Giorgia Cozza è una giornalista specializzata nel settore materno-infantile, i numerosi manuali per genitori di cui è autrice sono un punto di riferimento ormai consolidato per le coppie in attesa di un bimbo e per le neofamiglie.

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Una storia troppo corta – Recensione del libro per bambini

Autore
Davide Calì
Illustratore
Marianna Balducci
Casa Editrice
EDT-Giralangolo
Anno prima edizione
2023
Pagine
32
ISBN
978-8859290643

Questo libro mi ha sorpresa, divertita, conquistata. Lo trovo geniale. Ed è unico, originale e imprevedibile. Insomma, consigliatissimo per lettori grandi e grandicelli.

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C’erano una volta 3 porcellini…

“C’erano una volta 3 porcellini. Venne un lupo e uno dopo l’altro se li mangiò. Fine”. Inizia così questa storia che sembra un po’ una canzone, che si ripete seppur sempre diversa, in un crescendo di numeri e di simpatia. “Che storia corta. La voglio più lunga!” replica la voce (fuoricampo) del piccolo lettore.
“C’erano una volta 4 porcellini. Venne un lupo e uno dopo l’altro mangiò i primi tre” continua la storia. Il lupo poi si mangia anche il quarto porcellino, ma per quello ci mette di più dato che è più grasso degli altri.
Ed ecco che torna la voce del lettore che non è ancora soddisfatto. La storia è sempre corta.

E poi… “Devono capitare delle cose!”

Rimostranze più che legittime, direi.
Il narratore ci riprova. “C’erano una volta 5 porcellini. Venne un lupo e mangiò il primo, poi il secondo, poi il terzo, poi il quarto e poi il quinto”. E attenzione, per far “capitare delle cose” il narratore aggiunge che nel frattempo, nel bosco vicino c’era una festa di carnevale. Così a caso. E poi… Fine.

Potete immaginare la reazione del lettore. Naturalmente arrivano altre proteste perché i porcellini finiscono troppo presto e perché… cosa c’entra il carnevale?
Ma andiamo avanti. Il narratore ci riprova. “C’erano una volta 6 porcellini”. Uno era bravo in geografia, uno era un campione di sudoku, uno era fortissimo con lo skate, uno disegnava bene, e via così. E come finisce? Come al solito. Il fatto di essere bravi in qualcosa, “non gli impedì di finire mangiati dal lupo”. Eh sì. Dal primo all’ultimo. Reazioni del lettore? “Ma come? Anche quello che andava sullo skate?”

E, naturalmente, la storia è ancora troppo corta.

Si riparte. “C’erano una volta 7 porcellini”… Poi 10 anzi 11, poi 26, poi 29, poi 49, poi 101 (pronti per girare un film, se non fosse che il lupo se li è mangiati tutti), poi 300 (servono per fare una storia lunga ma finiscono comunque mangiati) e infine 1000. Tantissimi. Ma… non vi anticipo cosa succede a questo punto.

Una lettura godibilissima

Questo è un libro tutto da gustare. All’inizio ti sorprende. Poi ti fa sorridere, poi ti fa ridere e, prima della fine, ti fa venire voglia di rileggerlo di nuovo. Sì, insomma a me è piaciuto molto. Tanto che l’ho letto ad alta voce a mio figlio di 10 anni ma anche ai figli grandi, ormai ventenni. Dai, fa ridere!

È originalissimo. Ed è anche utile perché aiuta il bambino a prendere confidenza con il mondo dei numeri divertendosi. E nella scena dei 26 porcellini c’è anche l’opportunità di imparare l’alfabeto dato che il narratore dà un nome a ogni porcellino e i nomi sono in ordine alfabetico. Ci sono anche le moltiplicazioni, gli insiemi da tre e gli anni bisestili.
E il dialogo tra lettore insoddisfatto (direi giustamente) e narratore pasticcione è simpaticissimo. Il tutto si accorda bene con le illustrazioni, particolari anche loro, con un lupo nero che non fa troppo paura, un pallottoliere di legno vero e porcellini disegnati.

Perfetto per i bambini che stanno imparando i numeri

E veniamo all’età di lettura, io lo trovo godibilissimo anche per i lettori adulti (gli albi illustrati non sono solo per bambini) e poi mi sembra indicato per bambini dai 5 anni in su.
Perfetto per i bambini che iniziano a cimentarsi con i numeri e la matematica, perchè, come diceva Gianni Rodari “vale la pena che un bambino impari piangendo quello che può imparare ridendo?”.
Per quanto riguarda invece i bambini piccoli, dato che il lupo si mangia i porcellini più e più volte, forse non è adatto ai più piccini e a quei bambini che potrebbero rimanerci male.
Come sempre, valutate le reazioni del vostro bambino ed eventualmente riproponetelo più avanti.

Giorgia Cozza

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