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8 Ottobre 2020 ARTICOLI

Avv. Maria Ferrara

Titolare dello Studio professionale MF Legal Office che offre assistenza e consulenza legale sia in ambito giudiziario che conciliativo, con particolare riferimento al diritto di famiglia. Appassionata del proprio lavoro e “preda” di un guizzo creativo che la porta alla ricerca continua di nuove esperienze. Riceve su appuntamento nel suo studio di Via Baltimora, 90 a Torino - mail mariaelena.ferrara@gmail.com

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L’emergenza sanitaria e il reddito che si riduce, riflessi sull’assegno di mantenimento ai figli

I genitori hanno l’obbligo di mantenere i propri figli in proporzione alle proprie sostanze e in relazione alla propria capacità di lavoro. Questo è il principio dal quale occorre partire.

Quando i genitori si separano, per il genitore non collocatario tale obbligo prende la forma di un assegno mensile e in una collaborazione alle spese straordinarie (caso parzialmente diverso è quello in cui si prevede il mantenimento diretto) il cui importo viene determinato in un provvedimento del Tribunale.

Tutto scritto sulla pietra? Assolutamente no.

Modificare i provvedimenti che riguardano i figli è possibile

L’art. 156 c.c. prevede che il genitore obbligato, laddove sopravvengano giustificati motivi, possa chiedere al giudice di disporre la revoca o la modifica dei provvedimenti relativi al mantenimento della prole.

La rideterminazione dell’assegno potrà, cioè, essere valutata dal Tribunale ove il ricorrente porti le prove di un’incolpevole, oggettiva ed assoluta impossibilità, per motivi sopravvenuti, di adempiere (in tutto o in parte) all’obbligo di mantenimento posto a suo carico.

Arriva il Covid e questa tematica diventa più che mai calda e attuale. Il lock down e le successive importanti ripercussioni economiche hanno avuto un impatto notevole e talvolta devastante per tante categorie di attività. Allora, tutti a domandarsi se la crisi sanitaria/economica possa essere idonea giustificazione per il genitore obbligato che voglia ridurre il proprio contributo.

Niente fai da te!

Attenzione!  In primo luogo è importate ribadire che a prescindere dalle ragioni, l’importo dovuto non può mai essere oggetto di autonoma riduzione, neppure se vi è il consenso dell’altro genitore. Quindi, per farsi ragione occorrerà necessariamente rivolgersi al Tribunale.

I primi provvedimenti non hanno tardato ad arrivare

Tra i più recenti l’ordinanza del 16 di luglio Tribunale di Terni. Il giudice si è trovato a decidere proprio sulla richiesta di un padre che aveva domandato la riduzione dell’assegno di mantenimento ai figli in considerazione della contrazione dei suoi redditi causata dalla pandemia.

Nell’ordinanza, il Tribunale afferma che l’attività svolta dall’uomo (libero professionista fornitore di servizi per le piccole imprese) è stata una delle più penalizzate dall’emergenza pandemica da corona virus e, pertanto, “…deve presumersi la contrazione dei redditi del resistente libero professionista a causa della pandemia” La moglie, al contrario, dipendente presso una pubblica amministrazione, non è andata incontro alle stesse difficoltà economiche dell’uomo…”. Queste le ragioni per le quali il Tribunale ha disposto la riduzione dell’assegno dovuto dal padre per contribuire al mantenimento dei figli, salva naturalmente la possibilità di procedere a una nuova determinazione in aumento dello stesso, nel momento in cui si dovesse verificare una ripresa dell’attività lavorativa con conseguente incremento dei redditi percepiti.

Valutazione in concreto e caso per caso

Dalla lettura della predetta ordinanza, come di provvedimenti simili, si comprende come i Tribunali affrontino casi di questo genere facendo una analisi complessiva e considerando in concreto le posizioni economiche e lavorative di ambo i genitori.

La valutazione va dunque fatta caso per caso; la crisi economica conseguenza della pandemia non è di per sé motivo sufficiente per domandare una riduzione del dovuto (questo anche per rispondere a quanti vorrebbero farei i furbetti) ma, d’altro canto, deve certamente essere motivo di riflessione onde evitare di aggravare la situazione finanziaria di chi si trova già con l’acqua alla gola.


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