Un regalo che porta con sé nuove spese, una comunicazione sul diario che sembra poco riservata, un piccolo incidente in bicicletta che diventa motivo di discussione tra genitori separati. Nella vita delle famiglie, anche le situazioni quotidiane possono sollevare dubbi su diritti e responsabilità.
Gli shottini dell’avvocato di ottobre partono da tre domande concrete, con risposte e indicazioni pratiche per capire come muoversi.
Genitori separati: chi paga le spese del monopattino?
💬 La domanda
Il mio ex marito ha regalato a nostro figlio un monopattino elettrico. All’inizio ero contraria perché lo considero pericoloso ma, alla fine, per far contento il ragazzo, ho accettato che lo usasse, purché in modo responsabile. Adesso il padre mi chiede metà del costo della targatura obbligatoria e di una riparazione che si è resa necessaria. Io ritengo che, essendo stato un regalo fatto da lui, queste spese spettino a lui. Inoltre, il monopattino viene quasi sempre ricaricato a casa mia e la corrente la pago io.
⚖️La risposta
Il punto non è tanto chi abbia regalato il monopattino, ma se insieme all’uso del mezzo sia stata concordata anche la ripartizione delle spese. Sono due questioni diverse: aver accettato che tuo figlio utilizzi il monopattino non significa, di per sé, aver accettato di pagare la metà di tutti i costi che ne derivano.
Targatura e riparazione sono spese necessarie per continuare a utilizzare il mezzo, ma per stabilire se debbano essere divise occorre guardare al provvedimento che regola il mantenimento e all’eventuale Protocollo sulle spese straordinarie richiamato. Se per quel tipo di spesa è previsto un accordo preventivo, il padre non può fondare la richiesta del 50% sul solo fatto che tu abbia consentito a vostro figlio di usare il monopattino. Per la riparazione andranno considerati anche la causa del guasto, la necessità dell’intervento e il suo costo.
Diverso è il discorso della ricarica. Il consumo di corrente è normalmente una piccola spesa quotidiana, difficilmente separabile dagli altri consumi domestici, e non può essere conteggiato a parte per compensare quanto eventualmente dovuto per targatura o riparazione.
👉 Come muoverti
Prima di pagare, verifica cosa prevedono il vostro provvedimento e il Protocollo applicabile e chiedi al padre le ricevute e la documentazione delle spese. Se per quelle voci era necessario un accordo preventivo e non c’è stato, contesta per iscritto la richiesta, precisando che avevi acconsentito all’uso del monopattino, non alla divisione delle relative spese.
Diario scolastico e informazioni sulla salute: come tutelare la privacy?
💬 La domanda
Nostro figlio ha appena iniziato la prima elementare e ha l’insegnante di sostegno. Qualche giorno fa una maestra ha scritto sul diario: “Per l’uscita anticipata del giovedì serve la documentazione medica”. Ci ha dato fastidio perché il diario può facilmente finire in mano ad altri bambini e non vorremmo che informazioni sulla salute di nostro figlio venissero comunicate in questo modo.
Lo abbiamo fatto presente alle insegnanti, chiedendo che per comunicazioni di questo tipo non venga usato il diario. Ci hanno risposto che è lo strumento ufficiale per comunicare con la famiglia e che, come unica alternativa, possono darci queste comunicazioni a voce all’uscita da scuola. Ma al cancello ci sono sempre altri genitori e bambini. Possiamo chiedere una modalità più riservata?
⚖️La risposta
Sulle condizioni personali e mediche del bambino la scuola è tenuta a particolare riservatezza. Il fatto che il diario sia uno strumento ufficiale di comunicazione non significa quindi che debba essere utilizzato per qualsiasi informazione.
La scuola deve poter comunicare con la famiglia, ma deve farlo evitando che informazioni relative alla situazione del minore possano essere conosciute da persone che non hanno motivo di conoscerle. Per la stessa ragione, anche parlare al cancello può essere inadeguato se la conversazione può essere ascoltata da altri genitori o alunni.
Anche il diario può continuare a essere utilizzato, purché le annotazioni siano formulate senza riferimenti che rendano riconoscibile la situazione del minore.
👉Come muoverti
Proponi alle insegnanti alternative concrete, come comunicazioni individuali sul registro elettronico, e-mail o colloqui riservati. Di fronte a richieste specifiche e praticabili dovrebbero motivare in modo preciso un eventuale rifiuto.
Se la risposta non chiarisce il problema, scrivi al dirigente richiamando gli artt. 5 e 9 del GDPR e mettendo in copia il Responsabile della Protezione dei Dati (RPD/DPO) dell’Istituto. In ultima istanza, puoi rivolgerti al Garante per la protezione dei dati personali.
Danni causati dai figli: con l’affido condiviso si paga a metà?
💬 La domanda
Sono divorziato, ho un figlio di 11 anni che da gennaio scorso vive principalmente con me. Durante il fine settimana che trascorreva con la mamma, stava andando in bicicletta nel cortile del condominio quando ha perso il controllo ed è finito contro un’auto parcheggiata, rigandone la portiera e parte della fiancata. La madre era presente e adesso sostiene che dobbiamo pagare il danno a metà perché l’affidamento è condiviso. Io quel giorno non ero neppure presente. È corretto?
⚖️La risposta
L’affidamento condiviso non significa che qualsiasi danno provocato dal figlio debba essere automaticamente diviso al 50% tra i genitori.
Quando un minore causa un danno bisogna distinguere, in particolare, tra il dovere di vigilanza e quello di educazione. Se il problema riguarda ciò che il ragazzo ha fatto in una determinata occasione, assume rilievo chi in quel momento lo aveva con sé e avrebbe potuto concretamente vigilare sul suo comportamento.
Diverso è il caso in cui il fatto riveli anche un problema educativo, ad esempio perché il ragazzo abbia tenuto consapevolmente un comportamento pericoloso, aggressivo o abitualmente contrario alle regole. Il dovere di educare il figlio, infatti, riguarda entrambi i genitori e non viene meno quando il minore trascorre alcuni giorni con uno soltanto di loro.
Nel tuo caso bisogna quindi ricostruire l’incidente: perdere accidentalmente il controllo della bicicletta è una situazione diversa, ad esempio, dal correre deliberatamente tra le auto nonostante i richiami o dall’utilizzare la bicicletta in un luogo in cui era vietato farlo.
👉Prima di pagare
Non accettare la richiesta del 50% sulla sola base dell’affidamento condiviso. Chiedi la richiesta del proprietario dell’auto, la documentazione del danno e ricostruisci l’accaduto anche attraverso eventuali testimoni.
Prima va chiarito se il problema riguardi la vigilanza esercitata in quel momento oppure anche l’educazione impartita al ragazzo: solo dopo si può valutare se del danno debba rispondere un solo genitore o possano essere chiamati a risponderne entrambi.
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