4 Febbraio 2026 ARTICOLI

Avv. Maria Ferrara

Titolare dello Studio professionale MF Legal Office che offre assistenza e consulenza legale sia in ambito giudiziario che conciliativo, con particolare riferimento al diritto di famiglia. Appassionata del proprio lavoro e “preda” di un guizzo creativo che la porta alla ricerca continua di nuove esperienze. Riceve su appuntamento nel suo studio di Via Baltimora, 90 a Torino - mail mariaelena.ferrara@gmail.com

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Gli shottini dell’avvocato di famiglia – Edizione n. 13: gite scolastiche, baby-sitter e bambini lasciati soli

Ogni mese, l’avv. Maria Elena Ferrara risponde nella newsletter “Gli shottini dell’avvocato”  ai dubbi legali più frequenti che riguardano la vita familiare, la scuola e la convivenza..

Tre domande, tre risposte rapide ma sostanziose: i nostri “shottini legali” offrono un orientamento chiaro e concreto su situazioni che molti genitori si trovano davvero ad affrontare.

Nella nuova edizione tratta di tre casi concreti, con spiegazioni chiare e consigli pratici, senza legalese inutili.

  • 🎒 Gita scolastica già pagata: cosa succede se tuo figlio si ammala all’ultimo minuto?
    👶 Baby-sitter saltuaria: “fare alla buona” è davvero una soluzione?
    👧👦 Bambini lasciati soli: quando è giusto segnalare e cosa succede davvero?

Tre domande vere, tre risposte pensate per aiutare i genitori a orientarsi tra scuola, famiglia e responsabilità

Quota della gita già versata e febbre all’ultimo minuto: che succede?

Domanda:
È arrivata la comunicazione per la prossima gita e a breve dovremo versare la quota. Mio figlio ha 8 anni e, nell’ultimo periodo, si ammala spesso, anche all’improvviso. Prima di pagare mi sono fermata a pensare a cosa succederebbe se il giorno della partenza dovesse restare a casa con la febbre

Risposta:
Con il pagamento del contributo per la gita scolastica, il genitore aderisce all’organizzazione dell’attività e alle regole fissate dalla scuola. In linea generale, la scuola non è obbligata a rimborsare la quota in caso di mancata partecipazione. Se l’assenza è dovuta a malattia del minore, e adeguatamente documentata, la scuola può valutare a propria discrezione un rimborso parziale o totale, in base ai costi già sostenuti. Per le gite più onerose, come quelle di più giorni, può essere attivata una polizza assicurativa: in tal caso occorre verificare le specifiche condizioni di rimborso previste

Consiglio pratico:
Se tuo figlio si ammala, invia subito il certificato medico e presenta una richiesta di rimborso. In questo modo la scuola è tenuta ad attivare una procedura di verifica che, in alcuni specifici casi come quelli menzionati, può portare a un rimborso, anche solo parziale.

Baby-sitter per poche ore: perché “fare alla buona” può diventare un problema

Domanda:
Ho bisogno di una baby-sitter in modo saltuario, due o tre volte al mese. Una ragazza che conosco sarebbe disponibile. In una situazione del genere devo per forza metterla in regola, anche se sono poche ore?

Risposta:
Anche poche ore di baby-sitting rientrano nel lavoro domestico e devono essere regolarizzate. L’accordo “a voce” espone entrambe le parti a rischi concreti e non tutela né il genitore né la baby-sitter. Oltre alle sanzioni per lavoro irregolare, il rischio maggiore riguarda gli imprevisti, per fare un esempio, se la baby-sitter subisce un infortunio durante l’attività, in assenza di regolarizzazione il genitore risponde direttamente e integralmente dei danni.

Una possibile soluzione:
Se il rapporto è limitato e non continuativo, esiste uno strumento pratico ed efficace: il Libretto Famiglia. Entro determinati limiti di ore e compensi, consente di pagare la prestazione in modo regolare, con contributi e assicurazione gestiti dall’INPS. La procedura è online e può essere svolta direttamente dagli interessati oppure tramite patronato o CAF.

Bambini lasciati da soli a casa e segnalazioni ai Servizi Sociali

Domanda:
Al primo piano del condominio in cui vivo c’è una famiglia con due bambini piccoli. Da un po’ di tempo noto situazioni che mi mettono in allerta, soprattutto perché mi sembra che restino soli per molte ore. Non so se sto esagerando, ma la cosa mi preoccupa. Mi chiedo se posso segnalare la situazione agli assistenti sociali.

Risposta:
Qualunque cittadino, dunque anche un vicino di casa, può segnalare una situazione che ritiene potenzialmente rischiosa per un minore. La segnalazione non è una denuncia e non comporta automaticamente interventi drastici.
Serve ad attivare una valutazione: saranno poi i servizi competenti a verificare se esiste un problema reale e se sia necessario intervenire

Attenzione:
Se il pericolo ti sembra immediato, prima ancora che ai servizi sociali, rivolgiti alle forze dell’ordine affinché possano intervenire tempestivamente.

Un dubbio, una situazione che ti lascia perplesso?

Scrivici! l’avv. Ferrara potrebbe affrontarla nel prossimo numero, con la chiarezza di sempre. Invia la domanda www.torinobimbi.it/chiedi-esperto.

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✨ Alla prossima edizione!


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