Un libro da leggere nei due sensi… Semplicemente geniale. Simpatico per l’originalità e profondo per il messaggio.
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Un pettirosso sfiduciato e pessimista
“Non imparerò mai a volare”. Inizia così questo libro con le splendide illustrazioni di Giulia Cregut. Un uccellino, un giovane pettirosso, narra in prima persona i suoi dubbi, le sue paure e la sua convinzione di non farcela. L’uccellino afferma: “Non mi sentirai mai più dire che posso saltare fuori dal nido, aprire le ali e raggiungere gli altri pettirossi in cielo”. Secondo lui, le sue ali non sono abbastanza forti per arrivare fin sopra le nuvole, e non crede che amici e famiglia saranno pronti ad aiutarlo quando cadrà. Ma non è tutto, pensa anche che gli altri pettirossi rideranno di lui!
Neanche l’impegno, secondo il pettirosso, può cambiare le cose. Lui è davvero convinto di non poter volare. La storia finisce proprio con questa nota pessimistica: “In fondo al mio cuore di una cosa sono sicuro: passerò il resto della mia vita in questo nido da solo”.
Poi, però, succede una cosa.
Una fine che non è una fine
Succede che il piccolo pettirosso incontra la sua maestra di volo che gli dice una grande verità, ovvero che non si impara a fare niente se si continua ad avere paura di sbagliare. Voltando pagina, ci troviamo di fronte a un grande cartello di legno. Sul cartello c’è scritto di rileggere “dalla fine all’inizio”.
E qui le cose si fanno davvero interessanti. Per il bambino è una sorpresa inattesa. Non siamo abituati a rileggere le storie al contrario. Cosa succederà adesso?
E ora si rilegge…
Facciamolo. Seguiamo le indicazioni e riprendiamo la lettura. Ed ecco che succede qualcosa di davvero magico… Se volete conservare la sorpresa, saltate questo paragrafo e leggete direttamente il successivo!
La maestra di volo dice al pettirosso che le sue ali sono pronte e ce la può fare. E l’uccellino stesso dichiara di non credere che passerà il resto della sua vita nel nido da solo. In fondo al suo cuore, lui sa che può “fare tutto quello che vuole se solo si impegna”. E giudica sciocco temere che gli altri pettirossi rideranno di lui o che nessuno gli darà una mano quando gli capiterà di cadere.
Le pagine scorrono a ritroso e si succedono rapide le affermazioni colme di fiducia e ottimismo, fino al finale, il nuovo finale, dove il pettirosso dichiara che non dirà più che non imparerà mai a volare.
Un messaggio profondo e incoraggiante
Che bello il messaggio di questo libro. È uno di quei messaggi che possono aiutare veramente le persone, in tanti momenti della vita. “Per riuscire dove prima hai fallito” si legge, prima del colpo di scena, “a volte basta guardare le cose da un altro punto di vista”. Io lo trovo molto vero.
Ma veniamo alla forma. Perchè il punto di forza qui è la formula originale, l’idea semplice e geniale a un tempo, di rendere il libro leggibile nei due sensi, dalla prima all’ultima pagina e viceversa. È una trovata che attira l’attenzione e conquista il piccolo lettore (e anche il lettore grande) potenziando il messaggio stesso che arriva di più e resta decisamente impresso. Quando ho scoperto il segreto del libro, ecco che ho notato e compreso l’indizio contenuto nel titolo, quel “non” e quel “mai” un po’ nascosti tra le foglie che, separati dal resto della frase, ne trasformano il significato.
Se ti impegni ce la fai!
Abbiamo seguito il pettirosso nel suo momento di sconforto, lo abbiamo ascoltato lamentarsi e prevedere per sé e per il suo futuro solo cose brutte, insuccessi e solitudine, e poi ecco che lo osserviamo mentre recupera la fiducia in sé stesso e l’ottimismo ed è pronto a impegnarsi e mettersi in gioco per realizzare il suo sogno: imparare a volare. E i piccoli lettori lo sanno che il pettirosso, ora che si è liberato di tutto quel nero e di quelle paure, ci riuscirà. Adesso è abbastanza leggero per poter volare!
Un libro che si può leggere con bambini di ogni età, dai due anni in su senza limitazioni. La doppia lettura può sorprendere e conquistare anche lettori adolescenti e adulti.
Giorgia Cozza

