8 Dicembre 2004 ARTICOLI

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Il giardiniere dell’anima

Autore
Clarissa Pinkola Estés
Casa Editrice
Frassinelli

Breve favola per adulti che nasce da riferimenti autobiografici della scrittrice.

Molti di voi ricorderanno il nome di questa scrittrice per aver letto o sentito parlare del suo primo libro “Donne che corrono coi lupi”, libro che è stato tradotto in diciotto lingue e per oltre due anni è stato nelle classifiche dei libri più venduti.

Per me, “Donne che corrono coi lupi” fa parte della mia classifica personale di libri “da leggere prima o poi” e grazie all’incontro con “Il giardiniere dell’anima” ha fatto un balzo verso l’alto nelle priorità della mia personale graduatoria.

Considero questo libricino (potete ancora leggerlo durante questo scampolo di vacanza svegliandovi un po’ prima del resto della famiglia, come ho fatto io) un piccolo gioiello che per di più infonde la speranza della potenza insopprimibile della vita anche dopo la perdita e l’insopportabile dolore.

E’ una piccola luce in questi giorni di tragedia proveniente da chi ha vissuto in una famiglia adottiva in cui molti dei parenti sono sopravvissuti alla Seconda Guerra Mondiale ed ha fatto una scelta professionale che l’ha resa testimone della sofferenza e della disperazione di molti suoi pazienti (C.P.E. insegna ed esercita da venticinque anni la professione di analista).

Nel libro che descrivo, l’Autrice descrive “la favola più bella della sua infanzia”. “Protagonista è l’anziano zio ungherese della scrittrice, un contadino profondamente legato alla propria terra e attento ai suoi insegnamenti, sopravvissuto a un campo profughi nell’Europa della Seconda Guerra Mondiale e giunto infine in America con gli occhi e la mente colmi di orribili visioni. Ma con la piccola nipotina l’uomo riesce a trasformarsi in uno straordinario narratore di meravigliose storie capaci di infondere serenità e coraggio. Si intrecciano così, i ricordi della bambina di un tempo e la rielaborazione adulta della studiosa…Strutturate come piccole matrioske l’una dentro l’altra, le storie ci regalano frammenti di un’unica verità: la vita si ripete, si rinnova e, per quanto calpestata, sradicata o torturata, essa possiede l’inestinguibile facoltà di rigenerarsi se solo si coltivano la speranza e l’attesa.” (Dal risvolto di copertina).


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