30 Giugno 2026 ARTICOLI

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Mantenimento estivo, recite sui social e violenza domestica: gli Shottini legali di giugno

Benvenuti al diciassettesimo giro di “Shottini legali” ⚖️🍹☀️

La rubrica mensile dell’avv. Maria Elena Ferrara che prova a trasformare i dubbi delle famiglie in risposte chiare, concrete e comprensibili.

Anche questo mese arrivano tre nuovi shottini misti 📝 scelti tra le domande raccolte in studio e nella rubrica “L’Esperto Risponde” di Torinobimbi.

  • 💶 Ad agosto il mantenimento si dimezza?
  • 🎭 Recita scolastica e social: posso pubblicare foto e video se compaiono altri bambini?
  • 🆘 Violenza domestica: devo denunciare per poter ricevere aiuto?

Tre situazioni molto diverse, ma tutte concrete: vacanze estive, immagini dei figli online e richieste di aiuto quando in casa la situazione diventa difficile. 💬⚖️

Come sempre: pochi sorsi… ma ben assestati 🍹

Ad agosto il mantenimento si dimezza?

Domanda:
Quest’estate nostro figlio starà con il padre per 15 giorni di fila. Qualche giorno fa mi ha scritto che ad agosto verserà solo metà del mantenimento perché il bambino sarà con lui la metà del mese. Può farlo o deve continuare a pagare quanto stabilito?.

Risposta:
L’assegno di mantenimento non rappresenta il rimborso delle spese sostenute nel singolo mese, ma la quota mensile di un contributo calcolato sull’intero anno in funzione delle esigenze del figlio 👦📅.

Per questa ragione, il fatto che il minore trascorra alcune settimane con l’altro genitore non autorizza automaticamente una riduzione dell’importo ❌💶.

Salvo che gli accordi o il provvedimento del giudice prevedano diversamente, il mantenimento deve continuare a essere versato per intero ⚖️.

Da tenere presente:
Se l’altro genitore ritiene che l’importo non sia più adeguato, deve chiedere una modifica degli accordi rivolgendosi al giudice.

Se decidesse autonomamente di versare una somma inferiore, potresti valutare procedure per il recupero forzato di quanto non pagato.

Recita scolastica e social: posso chiedere la rimozione del video?

Domanda:

Alla recita di fine anno mia figlia compare in diversi video pubblicati da altri genitori su Facebook e Instagram 📱. In alcuni filmati si vede anche da sola mentre recita.

Quando ho chiesto di rimuoverli mi è stato risposto che erano stati girati durante una manifestazione scolastica aperta alle famiglie e che quindi non c’era alcun problema.

Risposta:
Una cosa è filmare il proprio figlio durante una recita per uso personale 🎥, altra è pubblicare immagini e video sui social quando compaiono anche altri minori chiaramente riconoscibili 👧👦.

La diffusione online delle immagini di un minore richiede particolare cautela 🔒 e la giurisprudenza ritiene che si tratti di una decisione che, di regola, richiede il consenso di entrambi i genitori esercenti la responsabilità genitoriale.

Il fatto che l’evento si sia svolto a scuola o fosse aperto alle famiglie non equivale a un’autorizzazione alla pubblicazione delle immagini di tutti i bambini presenti ⚠️.

Come tutelarti:
Non limitarti a una richiesta verbale 🗣️.

Chiedi la rimozione delle immagini con una comunicazione scritta e conservane copia 📝.

Se fotografie o video restano online, potrai dimostrare di esserti opposta alla diffusione e valutare ulteriori strumenti di tutela ⚖️.

Violenza domestica: devo denunciare per poter ricevere aiuto?

Domanda:
Sono convivente da 8 anni e col mio compagno ho un bambino di quasi 6 anni. Da tempo lui urla, mi insulta e controlla ogni cosa che faccio.

Più di una volta ho pensato di andarmene, ma ho paura che per ottenere aiuto mi venga chiesto di presentare subito una denuncia. In questo momento non so se me la sento.

Risposta:
Molte donne hanno il timore che chiedere aiuto significhi dover presentare immediatamente una denuncia. In realtà non è così.

I centri antiviolenza possono accoglierti, ascoltarti e aiutarti a capire quali strumenti di protezione esistono per te e per tuo figlio, anche se non hai ancora deciso di rivolgerti alle autorità 🫂.

Nessuno può obbligarti a compiere passi che non ti senti pronta ad affrontare.

Proprio per questo, spesso il primo obiettivo non è decidere subito se denunciare o meno, ma permetterti di conoscere le alternative disponibili e valutare con più serenità quale percorso sia più adatto alla tua situazione ⚖️

Da non rimandare:
Contatta un centro antiviolenza della tua zona. I primi colloqui e le prime consulenze sono normalmente gratuiti e ti consentono di confrontarti con professioniste abituate a gestire situazioni come la tua, senza assumere impegni o decisioni immediate.

In caso di pericolo immediato chiama il 112.
Per un primo orientamento puoi contattare anche il 1522, numero nazionale antiviolenza e stalking, gratuito e attivo 24 ore su 24.

Scrivici la tua domanda

Scrivici! l’avv. Ferrara potrebbe affrontarla nel prossimo numero, con la chiarezza di sempre. Invia la domanda www.torinobimbi.it/chiedi-esperto.

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Per approfondire questi temi:
Visita il profilo dell’Avv. Maria Elena Ferrara su Torinobimbi:
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✨ Alla prossima edizione!


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