Può un vasetto essere simpaticissimo? Il protagonista di questa storia con i suoi occhi grandi e lo spirito ribelle, lo è. Pronti per un viaggio in un mondo di vasetti, future piante e messaggi importanti?
No sbocciare, sì giocare!
“No sbocciare. Sì giocare” e “Abbasso la fioritura!”. Si presenta così, con questi messaggi scritti su cartelli e manifesti, il piccolo vasetto protagonista della storia. L’autrice lo descrive come un vasetto “vivace e un po’ ribelle” che non aveva nessuna voglia di sbocciare!
Ed eccoci alla scuola dei vasetti, una scuola decisamente allegra, con piccoli alunni, ovvero vasetti, di forme e colori diversi. “Tutti i vasetti erano studenti modello”. Eh sì, tutti prendono appunti e seguono le lezioni con attenzione. E tutti hanno capito che per sbocciare servono acqua fresca e sole. Per questo, ogni vasetto a modo suo si impegna a prendere il sole pensando al germoglio che nascerà e alla pianta che è destinato ad accogliere.
Tutti tranne lui, il vasetto ribelle.
Un vasetto che non segue le regole
Il protagonista della storia non ascolta la maestra, non si prende cura della propria terra e non vuole prendere il sole! Il vasetto ribelle è infastidito da sole, ma ama l’acqua. L’acqua è proprio il suo elemento. Appena può, corre allo stagno e gioca a fare tuffi, spruzzi e nuotate.
In quel terriccio tutto zuppo, però, non potrà germogliare nessun seme.
Per la maestra non è facile capire come prendere questo vasetto così indisciplinato, finché un giorno le viene un’idea.
Nell’acqua per trovare sé stesso
La maestra segue il vasetto allo stagno, lo osserva sguazzare e resta decisamente colpita. Il vasetto è entusiasta di mostrarle le sue acrobazie acquatiche e lei capisce una cosa importante… Liberato dal terriccio, ora il vasetto è colmo di acqua e si sente finalmente sé stesso. A questo punto la maestra dona al vasetto ribelle un bulbo e gli dice di attendere con pazienza.
Non vi anticipo il finale per non rovinarvi la sorpresa. Vi dico solo che anche il piccolo protagonista potrà sbocciare insieme ai suoi compagni.
Un messaggio importante
Un libro allegro, ricco di colore e simpatia, che regala ai lettori, piccoli e grandi, un messaggio importante. Questi vasetti dall’aria buffa, che si impegnano tanto per far germogliare i loro semi, ci insegnano che ognuno di noi è unico e speciale, e che ognuno di noi ha un suo talento da coltivare.
Per i bambini è un messaggio profondamente rassicurante. Alla scuola dei vasetti viene legittimata la diversità, e il lettore ha la possibilità di vedere con i suoi occhi che quando si consente a ogni vasetto di fiorire a modo suo il risultato è bellissimo! C’è così tanta ricchezza quando ognuno può camminare con il suo passo e realizzare sé stesso!
Testo e immagini che conquistano
La storia è originale, la scuola dei vasetti conquista l’attenzione del piccolo lettore e il vasetto ribelle risulta subito simpatico. Perchè non gli piace il sole? Perchè fatica così tanto a seguire le indicazioni della maestra? Perchè è così diverso dagli altri vasetti?
Per ogni domanda c’è una risposta tra le pagine. E nel finale sono le illustrazioni a parlare: ogni vasetto ha la sua piantina e le piantine sono tutte diverse!
E a proposito di illustrazioni, a un certo punto, per seguire le acrobazie del vasetto ribelle dobbiamo ruotare il libro: un dettaglio che in genere ai bambini piace tanto.
Un libro che parla a tutti, piccoli e grandi
Per quanto riguarda l’età di lettura, questo è un libro che si può leggere con i piccolissimi dai due anni e mezzo-tre e che ha tanto da dire anche ai lettori più grandi. La storia è semplice, ma la tematica affrontata la rende adatta anche ai bambini che frequentano la scuola primaria.
Un libro che, letto in classe dall’insegnante, potrebbe offrire spunti di discussione molto interessanti.
Giorgia Cozza
