8 Marzo 2006 ARTICOLI

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Musei per bambini

Autore
Anna Casalino
Casa Editrice
Pendragon Edizioni

Giocare? E’ l’attività più pericolosa che ci sia.
Perché non produce niente se non divertimento, risponde al principio di piacere ed affossa definitivamente quello della realtà. Per questo, spesso nelle nostre città non ci sono spazi per gli adulti e i bambini che vogliono meravigliarsi insieme. Il mondo ludico non capitalizza nulla, casomai disperde, distrae e rende il monotono tempo che scandisce la quotidianità un po’ troppo ribelle, esplosivo. Il pianeta infanzia, nelle società capitalistiche, è semplicemente business, il quelle ad ampio spettro di povertà neanche esiste, è un sogno, un’ età dell’oro da riconquistare.

Chi in Italia e nel mondo progetta e offre i Musei per bambini ribalta del tutto la prospettiva e torna a far splendere il sole sui cieli delle metropoli annebbiate. Soggetto, e non oggetto pubblicitario, è il bambino, con tutte le sue potenzialità, la sua fantasia, la sua capacità di apprendere in modo lieve, camminando e crescendo non più da solo ma con gli altri.

“Bambini che crescono in contesti economicamente e culturalmente ricchi, bambini sempre più spesso figli unici e al centro degli interessi disparati di troppi adulti, bambini attorno ai quali si moltiplicano stimoli ed attenzioni e… solitudine.

Ma come e quando nascono i musei per bambini? La loro storia inizia negli Stati Uniti poco più di un secolo fa: dal quel momento la loro ascesa è stata pressoché inarrestabile ed ormai i musei per bambini sono un fenomeno mondiale. La storia moderna dei musei inizia però nel 1962 quando Micheal Spock divenne direttore del Childen’s Museum di Boston e diede vita ad una programmazione basata sull’idea che la possibilità di interagire con oggetti reali favorisce l’apprendimento. Fu una vera e propria rivoluzione, che portò alla nascita del “metodo hands-on”.
Quando all’Europa, questo tipo di musei sono nati generalmente come filiazioni di musei già esistenti in aree speciali dedicate ai ragazzi, ereditandone il tema principale.
Esempi significativi si trovano un po’ ovunque per il mondo. In Europa è ormai storica la Cité des Enfants all’interno della Villette-Cité des Science et des Industrie di Parigi.
Ad Halifax in Gran Bretagna è forse il più famoso museo per bambini in Europa, vincitore di numerosi premi e certo il puù simile alla tipologia americana.

L’Olanda offre tra splendidi musei per bambini: dal Kindermuseum presso il Tropenmuseum di Amsterdam, dove una vista si trasforma nella conoscenza della storia e della cultura di popoli lontani, al New Metropolis che, frutto dell’estro di Renzo Piano, si adagia simile ad una nave lungo uno dei canali della medesima città.
L’Hotel “Het Respaleis” di Rotterdam rappresenta l’ultima generazione dei musei dei bambini. Esso si presenta non come un museo, ma sotto le mentite spoglie di un albergo, con camere occupate da ospiti illustri e misteriosi che condurranno i bambini alla scoperta di storie e culture, professioni e sentimenti.

Anche la Germania è molto attiva sul fronte dei musei per bambini: basti pensare al famoso Kaleidoskop a Francoforte sul Meno, ai musei per bambini di Essen, Amburgo e Berlino, dove se ne possono contare almeno sei.

Ricordiamo anche il Museo di Bruxelles che pone l’accento in modo particolare sul tema dell’immaginazione e della creatività, e lo Zoom di Vienna, che ha recentemente inaugurato la nuova sede all’interno del quartiere dei musei e rapresenta con Hotel “Het Respaleis” l’avanguardia europea.

In Italia i musei per bambini sono una realtà recente, si moltiplicano le iniziative e i progetti: dalla storica Città dei Bambini di Genova, nata su modello della Cité des Enfants parigina; all’Officina dei piccoli nella Città della Scienza di Bagnoli alle porte di Napoli; dal progetto Explora di Roma, sorta di metafora della città a misura di bambini, al Muba di Milano che in attesa di uno spazio definitivo opera all’interno della Triennale di Milano. E ancora a Firenze sono stati di recentemente inaugurati dal Museo per Ragazzi, affascinanti percorsi all’interno di tre prestigiosi musei (Palazzo Vecchio, Museo di Storia della Scienza e Museo Stibbert) ed anche a Siena è attivo un museo per Bambini che lavora in stretta collaborazione con le scuole. A Reggio Emilia è in via di realizzazione Reggio Children, che non sarà tanto un museo quanto un centro internazionale per la difesa e lo sviluppo dei diritti dei bambini e delle bambine. “.

tratto dall’articolo dell’autrice apparso su Alias del 13/7/02


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