Abbiamo cambiato modo di imparare e di insegnare
Come abbiamo detto più volte negli articoli Bilinguismo e strumenti di didattica a distanza: competenze e impegno e Oltre la lezione on-line: l’insegnante in poco meno di 12 mesi è cambiato nettamente il nostro approccio al modo di apprendere; questo vale per qualsiasi argomento e le lingue straniere non fanno eccezione.
Di certo, alle soglie di un 2021 che abbiamo caricato di grandi aspettative, una cosa pare ormai chiara ai più: appare totalmente inutile, anzi diventa deleterio pensare di poter stare, inermi, ad aspettare che tutto torni come prima. Pensare di poter sospendere l’apprendimento o l’esercizio, perché le nuove modalità di insegnamento / apprendimento che la pandemia ci ha costretti ad adottare, non ci piacciono o non le consideriamo abbastanza efficaci.
Ciò che poteva essere plausibile poco meno di un anno fa e che veniva dettato, sia dalla resistenza al cambiamento, sia dall’incredulità che una situazione di distanziamento sociale potesse perdurare per mesi, addirittura anni, ora diventa grottesco.
Le lingue necessitano dell’automatismo nell’utilizzo
L’apprendimento non può e non deve essere sospeso, tanto meno nei momenti di crisi. Per quanto concerne le lingue straniere, lo sappiamo, senza un esercizio continuo e costante si perde molto facilmente di ciò che si era appreso. Le lingue, più di altri argomenti, necessitano di quell’automatismo nell’utilizzo, dettato dalle esigenze di comunicazione, che viene raggiunto solo con il loro costante e continuo impiego.
Sfruttare le risorse pubblicate on line
La varia disponibilità di contenuti in lingua on-line ci garantisce, molto più che in passato, una enorme potenzialità di fruizione; non sfruttarla è un peccato e non può essere imputato a niente se non alla propria pigrizia o resistenza.
L’efficacia di un corso dipende sia dall’insegnante che dall’allievo
Allo stesso modo, un corso di lingua svolto interamente o parzialmente on-line, potrà non piacerci quanto il caro vecchio corso in presenza, ma rifiutare la possibilità di seguirlo a priori o impegnarsi meno, compromette prima di tutto noi stessi. Infatti, l’efficacia di qualunque insegnamento è vero che dipende dall’insegnante, ma anche dall’impegno che l’allievo ci mette. Quell’impegno che tutti, insegnanti e allievi, sono chiamati in maniera ancora più stringente dalla pandemia, ad investire per evolvere e superare una situazione sociale che non sarà breve e che è destinata a lasciare un impatto duraturo su tutti noi.
L’educatore che non sa adattarsi alle circostanze non riesce ad educare
Sposo con tutta me stessa la massima che la Prof.ssa TrauteTaeschner ha espresso, poco tempo fa, durante un corso di formazione: L’educatore che non sa adattarsi alle circostanze non riesce ad educare.
Inutile continuare a lamentarsi
Infatti, il primo passo va fatto sempre da chi è deputato all’insegnamento, tuttavia, questo sforzo non risulta ancora sufficiente se noi per primi non ci impegniamo per ricevere e rendere efficace l’insegnamento. E, a cascata, noi adulti dovremmo cercare di aiutare i nostri figli ad adattarsi alla situazione, comprendendo le difficoltà, ma sostenendoli e spronando all’impegno. Continuare a lamentarsi, a rimpiangere il passato e, magari polemizzare nei confronti degli unici mezzi che ci sono rimasti per poter continuare ad imparare, non aiuta nessuno, anzi ostacola l’evoluzione, per quanto complessa e difficile essa possa essere.
See you all in the next adventure.
