Come nasce un pregiudizio? Da dove parte una falsa credenza su qualcuno o su qualcosa? Questa storia ce lo fa capire proprio bene!
I lupi sono molto cattivi
“I lupi mangiano di tutto… Un agnellino bello tenero, tre maialetti belli grassi, o un cappuccetto bello rosso. I lupi sono molto cattivi, lo dicono tutti! Adesso vi racconto il perché”. Inizia così questa storia che mantiene quel che promette, raccontarci il perché. Tanto tempo fa un lupo viveva con i suoi piccoli nel bosco. Era un lupo tranquillo che non dava fastidio a nessuno. Un giorno questo lupo incontra un agnello che si era allontanato dal gregge e lo saluta con un gran sorriso. Il sorriso è molto grande, così l’agnellino vede i denti aguzzi del lupo e si spaventa.
Il lupo incontra un agnello
L’agnellino è così spaventato che corre dai suoi amici maiali e racconta la sua esperienza, così come l’ha percepita. Sentite cosa riferisce ai maialini: “Un lupo cattivo mi ha attaccato. Voleva azzannarmi con i suoi denti aguzzi”. E poi, l’autore aggiunge che gli agnelli esagerano sempre un po’.
I maiali naturalmente si preoccupano molto, è veramente una cosa vergognosa attaccare un piccolo agnellino indifeso.
Sono così preoccupati che raccontano tutto all’oca. Ma guardate come è diventata l’avventura dell’agnellino raccontata dai maiali: “Un lupo enorme, con denti grandi come coltelli, voleva divorare un povero agnellino”. Anche i maiali esagerano sempre un po’… L’oca è indignata per il comportamento scandaloso del lupo. E…
La storia cresce di bocca in bocca
L’oca va a a raccontare tutto all’asino. La scena che viene descritta all’asino è ancora più grave: il lupo è diventato gigantesco, i denti sono come delle sciabole, ed è stato divorato un intero branco di agnelli… Anche le oche esagerano sempre un po’. L’asino ovviamente è scandalizzato.
E quando racconta al topo “l’atroce verità” la storia si ingigantisce ulteriormente con denti grandi come lance e un intero gregge di pecore divorato…
Il topo lo racconta alle galline che fuggono per cercare riparo mentre i pulcini diffondono ulteriormente la notizia e si scatena il panico in tutta la fattoria.
Tutti gli animali sono in pericolo!
La convinzione che si diffonde è che tutti gli animali siano in pericolo perché i lupi sono fuori controllo. Ma non è finita, perché la storia varca i confini della fattoria e di bocca in bocca cresce a dismisura: dalla lepre al cervo al castoro al gatto al germano reale alla capra fino a Cappuccetto Rosso che racconta ai tre porcellini di questo vero e proprio “mostro”.
La voce di un “animale mostruoso che attacca chiunque” ed è “grande, brutto e affamato” raggiunge persino il lupo che… si spaventa! E quando un tuono rimbomba nel cielo, è convinto che sia proprio il mostro crudele venuto per mangiarsi il lupo. Così prende i suoi cuccioli e fugge via lontano…
Messaggio chiaro e diretto
Il messaggio di questo libro è chiaro e arriva senza bisogno di ulteriori spiegazioni. La storia è scritta molto bene e le illustrazioni a me sono piaciute veramente veramente tanto. Le immagini accompagnano e rinforzano il messaggio mostrando un lupo che all’inizio è palesemente innocuo e poi appare come un animale sempre più feroce e temibile.
Per i bambini è una lettura divertente ma anche istruttiva perché possono seguire passo per passo come si diffonde una credenza sbagliata. È uno di quei libri che ti insegna qualcosa senza farti la lezione teorica, ma attraverso i fatti. Il messaggio trasmesso è prezioso per i piccoli, ma anche per noi adulti.
Una lezione sui pregiudizi
Ho trovato interessante constatare come nessuno degli animali coinvolti abbia agito con cattive intenzioni. Nella storia si vede chiaramente che gli animali non sono malvagi. Sono preoccupati, scandalizzati, spaventati. Non c’è una specifica volontà di denigrare il lupo, gli animali non hanno deciso a priori di diffondere delle falsità sul suo conto. Ma è proprio quello che succede semplicemente modificando un po’ il racconto. Ingigantendo i dettagli. E come spesso accade, la storia è cresciuta ed è diventata sempre più spaventosa fino a perdere ogni collegamento con l’evento iniziale.
Si può leggere con bambini a partire dai 3 anni, consigliato anche per bambini grandi!
Giorgia Cozza
