Gigli, cinghiali, qualche carpa e poi conigli, galline e asini in gran quantità
Sembra una filastrocca, invece è il titolo della grande installazione (45 metri quadri di parete) che dal 20 novembre allieta Casa Giglio, uno spazio solidale che offre ospitalità gratuita alle famiglie prive di mezzi dei bambini ricoverati all’Ospedale Regina Margherita, affinché possano rimanere accanto ai figli durante la degenza.
L’opera è stata concepita come uno scenario fantastico in cui immergersi: un paesaggio “impossibile”, risultato di una ricerca d’archivio e di un esercizio di ars combinatoria che fa incontrare tradizioni iconografiche di culture ed epoche diverse, specie vegetali e animali di geografie distanti tra loro.
L’ha realizzata Francesco Simeti, artista italiano che vive a New York noto per i grandi wall-paper realizzati mediante collage digitali con cui costruisce paesaggi fantastici e irreali.
In quello di Casa Giglio compaiono immagini che provengono da erbari e bestiari medievali, da raffigurazioni di arte occidentale e orientale, perché l’artista ha tenuto conto della provenienza delle famiglie ospiti della struttura per creare uno scenario riconoscibile per chiunque.

“Vorrei – dice Simeti – che chi abiterà Casa Giglio possa ritrovare in quest’opera degli elementi appartenenti alla propria cultura che contribuiscano a ridurre il senso di estraneità iniziale, ma soprattutto che possano scoprire e creare insieme alle altre famiglie nuovi punti di riferimento e di condivisione”.
Il progetto è il risultato di un percorso condiviso da Giglio Onlus con a.titolo, organizzazione che da vent’anni promuove il dialogo tra arte e società, nell’ambito di Nuovi committenti, programma per la produzione di opere d’arte commissionate dai cittadini per i loro luoghi di vita o di lavoro.


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