Ci sono bambini che salutano mamma e papà con facilità e altri che, davanti a una separazione, sembrano andare completamente in crisi.
Può succedere all’ingresso al nido o alla scuola dell’infanzia, quando si riprendono le attività dopo le vacanze, davanti a un nuovo corso o anche semplicemente quando il bambino deve restare con i nonni o con una persona diversa dal solito.
Pianti, richieste continue di tornare a casa, difficoltà a lasciare la mano del genitore o proteste intense possono mettere in difficoltà tutta la famiglia. E spesso nasce una domanda: perché per alcuni bambini separarsi da mamma e papà è così difficile?
Il distacco fa parte della crescita
Separarsi dalle figure di riferimento è una conquista importante, ma non avviene nello stesso modo e negli stessi tempi per tutti.
Per riuscire ad allontanarsi serenamente, il bambino deve costruire gradualmente una sensazione di sicurezza: sapere che mamma o papà possono andare via, ma continueranno a esserci e torneranno.
Per questo una difficoltà nel momento del distacco non significa necessariamente che ci sia un problema.
Perché alcuni bambini fanno più fatica
Ogni bambino reagisce in modo diverso alle novità e ai cambiamenti.
Alcuni hanno bisogno di più tempo per osservare un ambiente nuovo, conoscere le persone e sentirsi al sicuro. Altri sono più sensibili ai cambiamenti di routine o vivono le emozioni con maggiore intensità.
Anche periodi particolari, come l’inizio della scuola, un trasloco o la nascita di un fratellino, possono rendere temporaneamente più difficile separarsi.
In questi casi il pianto o la protesta non sono necessariamente un capriccio, ma possono essere il modo con cui il bambino esprime una fatica che ancora non riesce a raccontare con le parole.

Anche il corpo racconta la difficoltà di separarsi
Nei bambini le emozioni passano spesso attraverso il corpo.
C’è chi si aggrappa al genitore, chi diventa molto agitato e chi invece si chiude o sembra improvvisamente più piccolo e bisognoso di aiuto.
Osservare questi segnali può aiutare l’adulto a comprendere meglio ciò che il bambino sta vivendo, senza chiedergli necessariamente di spiegare subito come si sente.
Come aiutare un bambino nel momento del distacco
Quando un bambino fa fatica a separarsi, può essere utile mantenere un atteggiamento calmo e prevedibile.
Salutare con affetto ma con chiarezza, spiegare cosa accadrà e quando ci si ritroverà aiuta il bambino a costruire una routine del distacco.
Anche piccoli rituali possono diventare rassicuranti: un abbraccio speciale, una frase che si ripete ogni mattina o un gesto condiviso prima di salutarsi.
Meglio evitare confronti con altri bambini o frasi come “sei grande, non devi piangere”. L’autonomia non nasce dall’essere spinti a separarsi, ma dalla sicurezza di poter esplorare sapendo di avere una base a cui tornare.
L’obiettivo non è eliminare ogni emozione negativa, ma aiutare il bambino a fare esperienza del fatto che può affrontarla e ritrovare gradualmente una condizione di sicurezza.

Quando può essere utile chiedere un confronto
In alcuni momenti della crescita una maggiore fatica nella separazione è comprensibile.
Se però il disagio rimane molto intenso, si prolunga nel tempo o interferisce con la vita quotidiana, può essere utile confrontarsi con un professionista.
Non necessariamente perché ci sia qualcosa che non va, ma perché uno sguardo esterno può aiutare i genitori a comprendere meglio ciò che il bambino sta comunicando e trovare modalità più adatte per accompagnarlo.
Uno spazio per bambini e genitori
A Torino, SentirSì propone percorsi dedicati ai bambini e alle loro famiglie attraverso la psicomotricità e la psicologia dell’età evolutiva.
Il lavoro parte dall’osservazione del bambino, del suo corpo, delle emozioni e delle modalità con cui entra in relazione con gli altri, rispettando i tempi e le caratteristiche individuali.
Sono disponibili percorsi per diverse fasce d’età, individuali o in piccolo gruppo, oltre a proposte dedicate alla relazione tra genitore e bambino.
Per informazioni o per un colloquio conoscitivo:
SentirSì – Fiorella Rubino
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