Una storia decisamente originale che racconta una simpatica staffetta per recapitare a una piccola ranocchia qualcosa di speciale. Qualcosa di molto prezioso!
Una ranocchia tanto triste
“Era una mattina come tante. O almeno così sembrava. Infatti la piccola Ranocchietta non era felice. Anzi”. La graziosa ranocchia, che è la protagonista della storia, si sente la “ranocchia più sola al mondo”. Osserva il suo musetto triste riflesso nell’acqua del laghetto e gracida piano.
È così abbattuta che la Signora Tinca si mette a fare facce buffe sperando di rallegrarla. Ma non funziona. Ranocchieta non ride, resta triste.
Quando arriva Macaone, la farfalla colorata, e le dà un bacino sul naso, Ranocchietta quasi non se ne accorge. Così come non si rende conto quando il sole prova a farle il solletico con uno dei suoi raggi.
Una mamma preoccupata
Nello stesso momento, la sua mamma, Mamma Rana, è al lavoro nel negozio di formaggi e marmellate, ed è molto indaffarata. Ma all’improvviso sente “come una piccola puntura nel cuore” e capisce che la sua ranocchietta ha qualche problema. È molto preoccupata! Esita perché non sa cosa fare, poi le viene un’idea. Si rivolge al Signor Castoro che sta arrivando alla cassa e gli chiede un favore. Fa un gran sorriso, pensando alla sua piccola, e chiede al castoro di portare a Ranocchietta quel sorriso.
Un sorriso in viaggio
Il Signor Castoro parte deciso verso il laghetto con il sorriso da consegnare alla piccola ranocchietta, ma mentre cammina incontra un grosso mucchio di rami che sarebbero perfetti per la diga che sta costruendo. Che fare? I rami gli servono, ma ha fatto una promessa a Mamma Rana… Per fortuna passa di lì una lontra e il Signor Castoro affida a lei il sorriso per Ranocchietta. “Lo porterò con grande piacere” dice la Signora Lontra.
Dal castoro, alla lontra, al picchio
La lontra cammina con un sorriso che va da un orecchio all’altro, quando le viene in mente di aver lasciato il bricco del latte sul fuoco! Deve tornare di corsa ma non vorrebbe deludere la ranocchietta… “Signorina, corra subito a casa!” interviene il Picchio, prendendo in carico il sorriso. La Signora Lontra corre trafelata verso casa, mentre il Picchio vola veloce verso il laghetto finchè si posa su un ramo per riprendere fiato e… sorpresa! Si è fermato proprio sul ramo di un albero che non vedeva dai tempi della scuola. “Ciao Picchio cosa combini da queste parti?” chiede il Pino contento di rivederlo. I due amici avrebbero tante cose da raccontarsi, ma… c’è il sorriso da consegnare.
Una staffetta fatta di gentilezza
Il sorriso viene affidato a un cucciolo di volpe, che però viene chiamato dalla mamma e deve tornare subito a casa per il pranzo. A questo punto a occuparsi del sorriso è un cagnolino che ama rincorrere i bastoni, poi il sorriso passa alla Vecchia Signora Orsa che ha male alle zampe per via dei reumatismi e infine a un’anatra che raggiunge a nuoto la ninfea su cui è posata la ranocchietta triste.
Un sorriso che manda via la tristezza
Quando Madama Anatra la raggiunge, la Ranocchietta stava giusto pensando: “Perchè tutto intorno a me è così grigio e triste?”. L’anatra le consegna il sorriso che le ha mandato la mamma e la piccola ranocchietta si sente subito più allegra. La sua mamma le vuole tanto bene e lei non è sola! Ranocchietta ringrazia Madama Anatra e aspetta il ritorno della mamma, con un gran sorriso.
Una storia delicata con un bel messaggio
Questa storia si presta per diversi livelli di lettura. È un’avventura divertente con tanti animali diversi, tutti simpatici e anche molto gentili. Ogni personaggio accetta, infatti, senza esitazioni di aiutare il precedente e di impegnarsi per portare il sorriso di Mamma Rana.
Lo schema ripetitivo risulta rassicurante ed è quindi apprezzato dai lettori più piccoli e farà sorridere i lettori più grandi a cui potrebbe ricordare la canzone “Alla fiera dell’Est un topolino”.
Ma è anche una storia che può regalare conforto ai bambini che sentono la mancanza della mamma, perché lei ha appena ripreso a lavorare, o perché in questo periodo hanno poco tempo da trascorrere insieme.
La mamma ti pensa sempre
Mi è sembrato molto positivo il messaggio che arriva alla ranocchia (e ai piccoli lettori che si immedesimano in lei): anche mentre la mamma non è fisicamente presente, ti pensa sempre e ti vuole bene. E grazie al suo pensiero e al suo amore, i bimbi e i cuccioli non sono mai soli.
Per quanto riguarda l’età di lettura, la storia è semplice e comprensibilissima, ma un po’ lunghetta: si può provare a proporla dai due anni e mezzo-tre (dipende dalle consuetudini di lettura del bimbo).
Giorgia Cozza
