L’inibizione si evidenzia sia sul versante comportamentale (ripiegamento su se stessi, riduzione della mimica e della motricità…), sia sul versante intrapsichico (momenti di amnesia, incapacità di pensare…).
E’ possibile pertanto distinguere una “inibizione delle condotte esterne e socializzate” e una “inibizione delle condotte mentalizzate”. La prima riguarda diversi gradi di patologia, quali la timidezza, qualora essa diventi eccessiva e richiami il quadro della fobia sociale, o l’impaccio motorio e le disprassie. La seconda riguarda sia il funzionamento intellettivo che la stessa organizzazione fantasmatica (inibizione a sognare, immaginare…)
(Adriana Guareschi Cazzullo).
