Si è precedentemente accennato alla caratteristica dell’inibizione psicomotoria, intesa come modalità del bambino di porsi nei confronti del mondo esterno.
In alcuni studi si pone l’accento sull’origine del disturbo, da attribuirsi alla repressione dell’aggressività e ad un disturbo di comunicazione (Ambrosiani, De Panfilis, Wille); si insiste inoltre sull’assenza di lesioni organiche (De Ajuriaguerra) e sull’influenza di un ambiente sfavorevole, che, in bambini con caratteristiche della personalità particolari, può provocare “disturbi momentanei dell’organizzazione motoria” (Russo). Nei primi anni di vita del bambino, difatti, le relazioni genitoriali eccessivamente protettive o inadeguate nei suoi confronti, possono provocare in lui disturbi anche di tipo inibitorio. Si trattarerà in seguito dell’aiuto che l’intervento psicomotorio può fornire ai bambini con tali problematiche.
