Nutrire i piccoli uccelli d’inverno è corretto: in questa stagione faticano a trovare il cibo in natura e la loro mortalità è alta.
Per questo nella nostra piccola mangiatoia con tettoia (nulla a che vedere con i nidi artificiali) mettiamo cibi nutrienti, come noci e nocciole spezzettate (noi le rompiamo in un piccolo mortaio), pezzetti di burro, avanzi di muesli, di biscotti o di panettone.
Niente pane, non nutre abbastanza.
E appena arriva la primavera… si chiude il ristorante.
La mangiatoia va tenuta pulita e il cibo cambiato spesso; gli uccellini ci mettono una decina di giorni a scoprirne l’esistenza e poi la frequentano regolarmente.
Secondo me è un’esperienza preziosa per i bambini: si ricicla qualche avanzo, ci si sente utili e responsabili e soprattutto s’impara a guardare la natura con rispetto e con incanto.
Non è cosa da poco perché, come diceva Dian Fossey (quella dei gorilla), per proteggere la natura bisogna prima amarla e per poterla amarla bisogna prima conoscerla.
