Ecco, per punti, la mia strategia di sopravvivenza:
Il cibo non una medicina; non serve a nulla dire che la verdura fa bene.
La verdura non un prodotto: meglio non rendersi ridicoli facendo uno spot pubblicitario ogni volta che portiamo in tavola una carota.
Se per noi le verdure sono importanti, dimostriamolo: portiamole in scena da protagoniste (per es. un bel pinzimonio colorato allinizio del pasto) e non come semplici contorni.
Aiutiamo i bambini a scoprire il legame logico verdura-natura: si pu visitare un orto, coltivare verdure in vaso, scoprire le erbe selvatiche.
Diamo il buon esempio: se noi mangiamo tanta verdura, i nostri bambini avranno davanti agli occhi dei modelli positivi
Colpevolizzare i bimbi che rifiutano la verdura non serve.
Se i bambini dicono NO, indaghiamo meglio, magari quella verdura non piace cotta, ma cruda e croccante.
Serviamo porzioni piccole, ci si abitua a poco a poco.
Laviamo e puliamo le verdure con i bambini, osserviamole con occhio scientifico.
Cuciniamo insieme
Ho sperimentato con mio figlio una regola: rifiutare TRE verdure si può, detestare LE verdure no. Lui ci ha pensato su e ha scelto i suoi nemici: patate, zucchine, cavoletti. Con le altre abbiamo aperto il tavolo delle trattative
