Buon 2007 a tutti! Personalmente, mi faccio l’augurio di cominciare con una lettura interessante anche per voi. Ho letto recentemente questo libro, incuriosita dal titolo ma prima ancora dal nome dell’autrice, una giornalista di cui leggo settimanalmente la rubrica su “La Repubblica delle donne”.
Che cosa sa una madre? Una madre sa che l’amore perfetto non esiste.
Una madre dovrebbe sapere che si può essere madri in tanti modi, tutti senza colpa. Questo è il pensiero dell’Autrice. E il libro è una carrellata di venti ritratti di madri, tutte diverse, alcune note come Valentina Vezzali o Brooke Shields, altre no ma ugualmente significative per aiutarci a riflettere sul fatto che una “buona madre” non è necessariamente quella che il “coro” definisce tale. Fatto questo passo, allora potremmo essere più intimamente e concretamente vicine a quelle madri, amiche, sorelle o vicine di casa che la nascita di un bambino non illumina di luce riflessa. Perché una madre lo sa che avere un fagottino da accudire non è sempre bello o semplice. Una madre sa che ci sono momenti in cui non ce la fai e chi ti sta intorno non vede.
Molto interessante, io ritengo, il riferimento alle ninne nanne tradizionali, quelle delle nostre nonne, che non sono mai liete. I bambini vengono dati “all’uomo nero perché li tenga un anno intero”, tanto per citarne una tra le più conosciute ma le altre sono dello stesso tenore e ci ricordano come, in epoca di tanti figli, essi fossero anche un peso, una fatica.
I ritratti di madri della de Gregorio ci ricordano le figure di donne di Almodovar, anche prima di scoprire che, infatti, l’ultimo capitolo del libro è dedicato a “Volver”, l’ultimo film del regista spagnolo. Per ognuna di quelle donne c’è un posto, esse accolgono quello che viene. Da un certo punto di vista, sono sempre innocenti. Concludo ricordandovi, dato l’argomento trattato, che Concita de Gregorio ha quattro figli.
