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La casa editrice Babalibri, da sempre vicina alla fascia d’età dei piccolissimi, ha recentemente pubblicato un albo dal titolo che farebbe ben sperare: “Un lupetto ben educato” che già dalla copertina si mostra come un novello boyscout con i calzoncini e un retino perfetto per acchiappar farfalle.
Non è solo l’abbigliamento che ci spinge a credere di trovarci di fronte a un lupo buono, ma anche le prime battute della storia che c’informano del fatto che al nostro protagonista sono state insegnate le buone maniere e che, anche quando va a caccia, vanno rispettate.
Fin dal suo primo bottino, il lettore si fa intenerire dal buon cuore del lupetto che, consapevole che ogni ultimo desiderio deve essere rispettato, acconsente a non divorare subito la sua preda e a recarsi a casa alla ricerca di un libro. Quello che dovrebbe essere il suo pasto ha, infatti, chiesto una storia e lupetto si fida.
Al suo ritorno, ovviamente, la vittima è scappata e il copione si ripete anche con quella successiva che vorrebbe ascoltare un po’ di musica prima di finire divorata.
Anche questa volta il lupo deve constatare che gli animali sono bugiardi perché, nonostante gli abbiano promesso che non si sarebbero mossi, in realtà si sono dati alla fuga.
Al terzo tentativo, però, la sorpresa: il bambino chiede sì un ultimo desiderio, ma aggiunge “per favore” e, con grande stupore del protagonista, si fa trovare nello stesso posto quando il lupo torna con un album da disegno per farne un ritratto.
“Il mio papà e la mia mamma mi hanno insegnato che bisogna sempre mantenere le promesse!”.
Verissimo, ma quando finalmente il disegno è finito e il lupo potrebbe saziare la sua fame, ecco una nuova richiesta: “Devi già mangiarmi? Che peccato! Mi sarebbe piaciuto mostrare il disegno ai miei amici …”
Se pensate che ci sia il trucco, vi sbagliate di grosso.
Anzi, alla fine, con un colpo di scena di grande effetto, sarà proprio il lupo che, diciamolo, fino a qui si era comportato proprio bene, si prenderà una bella rivincita.
Non sul bambino che è stato l’unico a non trasgredire le buone maniere, ma sulle potenziali prede precedenti che avevano pensato di farla franca.
Vince il cattivo, alla fine, ma ogni tanto ci va. Arrivati alla fine della storia sembra una vittoria meritata su chi ha dimostrato di non rispettare le regole della buona educazione.
Davvero particolare e d’effetto la scelta cromatica, a partire dalla copertina dove domina il marrone, un colore che ci sembrerebbe poco appropriato per un libro destinato ai bambini. Poi, tra le pagine, questa scelta appare confermata perché si gioca tutta sulle tinte correlate del giallo, del rosso e dell’arancione.
Ottimo il ritmo, a tratti prevedibile, fino al finale a sorpresa e anche il modo con cui sono rappresentati i dialoghi: racchiusi all’interno di nuvolette richiamano da vicino il mondo del fumetto.
Se cercate un libro che convinca i vostri figli sull’importanza di comportarsi bene e sul valore della parola data, la storia del lupetto fa per voi!
