7 Ottobre 2008 ARTICOLI

Giorgia Cozza

Giorgia Cozza è una giornalista specializzata nel settore materno-infantile, i numerosi manuali per genitori di cui è autrice sono un punto di riferimento ormai consolidato per le coppie in attesa di un bimbo e per le neofamiglie.

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Allattare dopo l’anno, una magnifica avventura

L’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda l’allattamento esclusivo fino al sesto mese di vita del bebé, precisando che il latte – affiancato dai cibi solidi – continua ad essere un alimento fondamentale fino all’anno. Ma la mamma, aggiunge l’Oms, potrà continuare ad allattare se lo desidera fino ai due anni e oltre.

Ma perché allattare un bimbo che ‘mangia già di tutto’, e non trova più nel latte materno l’unica fonte di nutrimento?
Gli esperti non hanno dubbi, numerosi studi hanno dimostrato che il latte di mamma continua ad essere un alimento prezioso anche dopo il primo e il secondo compleanno. Man mano che il piccolo cresce, infatti, al contrario di quanto sostengono vecchi luoghi comuni ormai sfatati, la composizione del latte materno cambia e si adatta alle mutate esigenze del bambino. Dopo l’anno di età, ad esempio, cresce notevolmente la concentrazione di anticorpi e dopo il secondo anno aumenta il potere nutritivo dato che il latte diventa più calorico ed energetico.

Ma naturalmente, considerare solo i vantaggi seppur importantissimi per la salute a medio e lungo termine del bebé, sarebbe riduttivo. Al seno della mamma il piccolo non trova solo nutrimento, ma anche affetto, rassicurazione, amore.

Si è visto che i bambini allattati a lungo sono, spesso, più autonomi e sicuri di sé, avendo ricevuto tutta la rassicurazione di cui avevano bisogno, pare infatti siano più pronti ad ‘affrontare’ il mondo esterno e rapportarsi con figure estranee alla famiglia. E per chi teme che il proprio piccino non arrivi a dire addio alle poppate spontaneamente, niente paura. Ogni bimbo, a un certo punto, comincia a ‘perdere interesse’ per il seno materno, le poppate si diradano e vengono pian piano sostituite da altre modalità di relazione e scambio di coccole. Finché un giorno, la mamma si rende conto che sono passate settimane dall’ultima volta che il suo bimbo ha chiesto di ciucciare… e questa magnifica avventura si è conclusa.

Un ultimo aspetto non secondario da considerare è quello dei benefici effetti dell’allattamento per la salute della donna, effetti che sono direttamente proporzionali alla durata dell’allattamento stesso. C’è, ad esempio, un collegamento tra i mesi di allattamento e la riduzione del rischio di cancro al seno (più a lungo si allatta e più si riduce in proporzione questo rischio).

Oggi, però allattare un bimbo grandicello non è sempre facile: spesso infatti la mamma è oggetto di considerazioni e consigli non richiesti in cui si mette in dubbio la bontà della sua scelta. Per chi desidera approfondire l’argomento c’è un testo davvero interessante “Allatti ancora?” traduzione, a cura de La Leche League , del best-seller inglese “Mothering your nursing toddler” di Norma Jane Bumgarner. La ‘normalità’ di un allattamento che prosegue nei primi anni di vita è discussa, basandosi su evidenze biologiche, culturali e storiche. Il libro è disponibile presso le consulenti LLL.

Giorgia Cozza


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