10 Gennaio 2008 ARTICOLI

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C’è qualcosa di bello al pc?

Informatica e bambini. Nella riforma della scuola, si parla spesso dell’introduzione di questa nuova “attività”, che può spaventare i genitori più delle lingue straniere o di qualche complessa pratica sportiva.
Sì, perché genitori che hanno dimestichezza a leggere la posta elettronica e navigare sul Web, nutrono un certo timore ad avvicinare i piccoli a monitor, mouse e tastiera. La maggior parte delle volte, il problema è non saper “cosa fare”.

Comprare un programma per i bambini?
Navigare su Internet correndo il rischio di incappare in siti dai contenuti scabrosi?
Annoiare a morte il bambino con la visione delle fotografie spedite dallo zio?
Niente di tutto questo. Se avete in casa un computer e una connessione veloce (Adsl o superiore) c’è tutto il necessario per attrarre un bimbo di qualsiasi età.
Persino a un anno ci si può divertire di fronte al computer, debitamente accompagnati dai genitori, mentre i più grandicelli troveranno la loro guida in amici, scuola, compagni e giornaletti, trasformando il pc in una fonte di ispirazione continua per nuovi giochi e conoscenze.
Trattandosi di bambini (ma lo stesso discorso vale per anche i grandi) l’uso è incoraggiato se si lascia ampio spazio al gioco e alla sperimentazione, senza pretendere risultati e senza pensare che la schermata di un Word Processor sia più attraente del foglio bianco del quaderno dei compiti.
Non stupitevi e non arrabbiatevi, quindi, se vostro figlio vuole giocare per ore allo stesso videogioco: senza rendersene conto, sta esplorando una tecnologia che gli servirà più avanti, nella scuola o nel lavoro.
In questa esplorazione, i genitori devono lasciarsi guidare dal buon senso: stare vicino ai figli o tenerli in braccio se sono molto piccoli, non avere la pretesa di trasformarli in geni precoci, esibire la stessa naturalezza che si ha quando si accende la radio o la Tv, tenere il conto delle ore trascorse davanti allo schermo e sommarle a quelle trascorse davanti alla Tv, perché, come sforzo fisico e cognitivo, i due tipi di impegno si equivalgono.
È bene sapere che trascorrere un’ora con i propri figli davanti al computer è molto più impegnativo, per i genitori, che “piazzarli” davanti alla tele, almeno fino a quando non avranno sviluppato una autonomia e un interesse sufficiente per controllare il pc da soli. Non pensate dunque di “svicolare”: prendete il tempo necessario senza perdere la pazienza e senza porre obiettivi particolari.
Il tempo trascorso davanti al pc è un “tempo quantità”, in cui mamma e papà sono guide, supporto e compagni di ascolto, non un “tempo qualità” in cui offrire stimoli o costruire progetti grandiosi.


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