Fine delle vacanze. Ripresa delle mille attività ed impegni che caratterizzano il periodo scolastico. “Confessioni di una mamma pigra” sembrerà già un titolo interessante per le mamme che vedono fin d’ora annullarsi i benefici del periodo estivo.
E’ una lettura piacevole, il libro è scritto da una copy pubblicitaria che racconta le sue difficoltà di mamma molto impegnata in un lavoro che le piace a conciliare il poco tempo a disposizione con le supposte”esigenze”del bambino d’oggi.
Muffy Mead-Ferro appartiene alla quarta generazione di una famiglia di allevatori ed è vissuta in un ranch del Wyoming per cui le descrizioni di episodi riferiti alla sua infanzia e adolescenza sono tra le parti più piacevoli del libro e ci fanno riflettere, come è avvenuto per l’autrice, su quali siano gli effettivi bisogni dei bambini.
In maniera spiritosa e un po’ provocatoria, Muffy Mead ci suggerisce di diventare o rimanere mamme “pigre” nel senso di consentire ai bambini di pensare e agire autonomamente, non circondali di troppi oggetti o proponendo troppe attività:
“Pensavo ai benefici che il Concerto n. 21 per piano di Mozart avrebbe arrecato al bambino che portavo dentro di me, e di cui lo privavo non facendoglielo ascoltare. Anche mia madre non l’ha mai fatto”, riflettei, “e sono sempre stata brava in matematica. Quando mi è venuto in mente che neppure la mamma di Einstein l’aveva fatto, ho eliminato il mancato ascolto del Concerto n.21 dalla lista di cose per cui sentirmi in colpa.”
