6 Febbraio 2012 ARTICOLI

Home  > Articoli  > Educare i figli: Il problema del genitore

Educare i figli: Il problema del genitore

Quando la relazione non appare completamente tranquilla, quando si avverte qualche  disagio, preoccupazione o problema, occorre ritornare sempre alla domanda guida: di chi è il problema? Si può arrivare alla conclusione che il problema è del genitore. Il genitore cioè si trova in difficoltà ad accettare il comportamento del figlio. È una situazione abbastanza frequente e normale, visto che gli atteggiamenti e i bisogni dei figli possono essere in contrasto o urtare le esigenze ed i bisogni dei genitori.

In tempi passati era frequente che i genitori intervenissero in questo caso dando ordini precisi, stabilendo regole severe, con un atteggiamento prevalentemente autoritario, tipico di chi è sicuro che i bambini, in quanto tali, dovessero obbedire e adeguarsi alle richieste degli adulti.

In tempi più recenti tale atteggiamento genitoriale è andato in crisi. È sempre più frequente incontrare genitori molto permissivi, che hanno ceduto gran parte del loro potere ai figli.
Gordon sostiene che “molti di coloro che arrivano ai corsi P.E.T.  sono genitori che hanno consentito ai figli di piazzarsi in una posizione privilegiata all’interno della famiglia. Questi figli esigono che i propri bisogni siano appagati, ma non rispettano quelli dei genitori.” (Genitori Efficaci, ed. la meridiana, pag. 63).
Quali le motivazioni di questo atteggiamento genitoriale?
Molti  lo considerano una risposta ad un diritto del bimbo,  un modo per farlo crescere sereno, sempre contento e tranquillo, autonomo e capace di gestirsi, un modo  perché il figlio sviluppi ed espliciti la  sua personale individualità.
Alla base di queste convinzioni c’è spesso  il desiderio di essere un “buon genitore”, di dover amare sempre i figli, di dover essere tolleranti, di mettere da parte i propri bisogni e sacrificarsi per loro. Ma poiché non è possibile accettare tutto, il genitore potrà agire come se accettasse il fatto, ma in cuor suo non lo accetta per niente. In questo modo però  mostra ai figli una falsa accettazione. Il messaggio che invia è confuso e  contradditorio: mentre acconsente, manda anche inavvertitamente segnali di malessere, intolleranza, frustrazione, insoddisfazione che trapelano da indizi, per lo più non verbali, che i figli, consapevolmente o inconsapevolmente, percepiscono immediatamente.

Al figlio giunge quindi un doppio messaggio che lo mette in crisi perché non sa quale comportamento scegliere.

Entra in conflitto dentro di sé ed il suo equilibrio psichico è messo a repentaglio. Il ripetersi di queste situazioni può provocare nel figlio ansia, insicurezza, la sensazione di non essere amato e il dubbio sull’onestà e sincerità dei genitori. Nel tempo la relazione tra genitore e figlio viene fortemente danneggiata.
In altri casi le motivazioni dei genitori sono di tipo diverso: essi cedono alle richieste dei figli perché vivono con disagio i propri sentimenti, per evitare scenate, per mantenere la pace in famiglia, per il timore di difendere i propri diritti, per stanchezza e sfinimento.
I figli abituati a vedere considerati solo i loro bisogni, imparano a controllare il genitore, a farlo sentire in colpa, a rivolgersi a lui in modo egocentrico e talvolta arrogante, a pretendere senza tenere conto delle esigenze del genitore.

Diventano turbolenti, incontrollati, impulsivi. Spesso incontrano difficoltà di relazione con i coetanei perché vogliono averla sempre vinta. Incontrano anche difficoltà a scuola, dove devono confrontarsi con le esigenze di altre persone.
Si sentono insicuri dell’amore effettivo dei loro genitori, i quali a loro volta hanno davvero difficoltà a provare amore e accettazione nei confronti di figli che soddisfano le proprie esigenze a loro spese.

Per trovare un rapporto equilibrato, è essenziale tornare alla “congruenza”: essere prima di tutto consapevoli di quanto si sta vivendo e dei propri bisogni e agire di conseguenza. Accettare di essere persone e non dei, di avere esigenze personali da soddisfare ed il diritto di vederle soddisfatte, accettare di avere sentimenti sia positivi che negativi nei confronti dei figli, non rinunciare alla propria umanità, ma essere una persona autentica.
“Sebbene i ragazzi preferiscano essere accettati, sono comunque in grado di gestire costruttivamente la disapprovazione dei genitori, quando questi inviano messaggi chiari e onesti che corrispondono a sentimenti autentici” (ibidem, pag. 27)


Categoria:
Argomenti:
Calendario

Iscriviti alla nostra Newsletter

Ogni settimana, tra giovedì e venerdì, ti arriverà una mail informativa sugli appuntamenti, le opportunità e le offerte del territorio.

Iscriviti