Dall’inglese Mark Herman, regista di commedie come “Tutta colpa del fattorino” (1992) e “Grazie, signora Thatcher” (1996), ecco “Il bambino con il pigiama a righe”, dal premiato romanzo scritto dall’irlandese John Boyne che, ambientato negli Anni Quaranta, tenta di racconater come l’amicizia possa unire ciò che le barriere dividono.
Il protagonista è un bambino di otto anni, Bruno, figlio di un ufficiale nazista da poco trasferitosi con la famiglia in una casa di campagna fuori Berlino. Farà conoscenza con il coetaneo ebreo Shmuel perennemente in pigiama a righe e confinato al di là di un recinto in filo spinato la cui utilità non è neppure minimamente immaginata dal ragazzo tedesco.
E’ una favola (molto nera) che cerca di raccontare gli effetti del pregiudizio e della violenza nei confronti degli innocenti, narrata attraverso la visione di Bruno, talmente ingenuo da immaginre che il numeretto inciso sulla maglietta occorra a Shmuel per partecipare ad un gioco con gli altri amici all’interno della rete. Gli adulti sono inadeguati e deboli, anche di quelli buoni, e obbligano i bambini a prendere in mano il proprio destino e a determinarlo.
Buona visione e buon divertimento!
