Quando la situazione motoria si è conclusa si può lasciare spazio al gioco simbolico, luogo in cui il bambino racconta di sé, delle proprie paure e desideri, attraverso i propri vissuti.
In quale modo? Con il gioco simbolico i bambini attribuiscono significati diversi per i vari oggetti presenti nella sala: un cubo su cui poco prima si saltava diventa ora un essenziale parete per costruire una casetta, il telo che prima la psicomotricista tendeva per il dondolio ora è il mantello di un principe coraggioso che lotta contro i draghi, e così via, lasciando spazio al desiderio del bambino di mettere in gioco le proprie fantasie, paure, richieste.
I materiali ed i giochi messi a disposizione nello spazio simbolico sono: i teli – utilizzati per travestirsi, avvolgersi, nascondersi, farsi trascinare-, le bambole, le palle, i cubi, i bastoni, le corde, i cerchi…
I giochi simbolici sono di ampio contenuto educativo, e fondamentali per la genesi e lo sviluppo delle rappresentazioni fantasmatiche del bambino, che anima gli oggetti adeguandoli ai propri desideri simbolici.
In altre parole: attraverso i giochi simbolici l’oggetto ed il vissuto con l’oggetto (ad esempio un bastone che diventa un cavallo) sono, in maniera spontanea simboli e rappresentazioni.
Il gioco simbolico si manifesta nel bambino, per la prima volta, intorno ai dodici/diciotto mesi ed è una fase evolutiva che interessa tutta la prima infanzia, tra i due ed i sette anni di vita. Proprio a questa età, difatti, il bambino mostra la capacità di capire il mondo attraverso l’uso di simboli. Per questo motivo si può affermare che il gioco di finzione è un’esperienza culturale e di crescita educativa.
Attraverso il gioco simbolico i bambini si avvicinano al mondo degli adulti, provano a capirne i rapporti che ne regolano il funzionamento, seguendo naturalmente il proprio modo di interpretare le cose.
20 Settembre 2007 ARTICOLI
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Il gioco simbolico
Continuiamo il nostro percorso all’interno della sala di psicomotricità, dove abbiamo sinora parlato del gioco sensomotorio.
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