Dr. Lee, perché in Italia la chiropratica è poco conosciuta?
Vari sono i motivi: ci sono pochissimi chiropratici che esercitano la professione; occorre andare all’estero a laurearsi, poichè le facoltà italiane di medicina e chirurgia non prevedono la specializzazione chiropratica; la burocrazia sanitaria è lentissima nell’organizzare il servizio pubblico chiropratico, nonostante l’ordinamento italiano riconosca la chiropratica quale professione sanitaria di grado primario e da decenni esistano in Italia precise disposizioni attuative; infine manca una domanda diffusa di servizio chiropratico pubblico e questo accade perché la cultura sanitaria della popolazione italiana è poco informata e scarsamente orientata al pluralismo.
Di che cosa si privano l’Italia e gli Italiani che non si avvalgono della chiropratica?
Il sistema sanitario italiano perde la possibilità di curare con minore spesa e maggior risultato. Il trattamento chiropratico, valutato comparativamente in diversi sistemi sanitari e su varie patologie, è apparso più efficace e meno costoso di cure farmaceutiche o chirurgiche. Negli USA ma anche in Canada, in Australia e in alcuni Paesi europei i chiropratici svolgono sul territorio la funzione del medico generale, sostituiscono i radiologi, lavorano nelle corsie d’ospedale e perfino in sala operatoria. In Italia nulla di tutto ciò. Gli Italiani, senza chiropratica, si privano di una importante possibilità di cura. Rischiano di convivere malamente con molti disturbi del sistema neuromuscoloscheletrico, cronicizzando disfunzioni articolari e dolore: penso alle patologie della terza e quarta età. Se colpiti da patologie acute, gli Italiani rischiano cure pesanti o invasive, esiti insoddisfacenti e recidive patologiche: penso al ricorso alla chirurgia delle ernie discali, pratica frequente in Italia, mentre negli Usa quasi tutte le ernie discali non sono più oggetto di chirurgia.
E’ quindi una fortuna per noi che lei eserciti la professione a Torino?
Io amo il mio lavoro e sono felice di ridare salute alle persone che si rivolgono a me. La chiropratica, che nell’ultimo secolo ha rinnovato profondamente l’antica medicina manuale, è delicata, non invasiva, capace di guarire e non solo di curare. E’ una professione bellissima. Incoraggio genitori e insegnanti a presentarla ai ragazzi per quello che è: non solo possibilità di cura della loro salute, ma anche sicura e attraente carriera professionale e formidabile opportunità di mantenimento del benessere di persone e comunità.
