4 Febbraio 2013 ARTICOLI

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La città e il drago

Autore
Gek Tessaro
Illustratore
Gek Tessaro
Casa Editrice
Lapis
Collana
i Lapislazzuli
Anno prima edizione
2012
Pagine
36
ISBN
978-88-7874-259-8

Recentemente è arrivata a Torino la mostra itinerante organizzata dall’Associazione Culturale Hamelin dal titolo “Ad occhi aperti. Leggere l’albo illustrato” (e di cui ve ne offro un racconto http://ufomom.blogspot.it/2013/01/ad-occhi-aperti.html) .

A mio parere se volete sapere cos’è un albo illustrato e, soprattutto, se ne volete leggere uno ben fatto e non sapete da dove partire, vi consiglio un libro di Gek Tessaro.

Tra i tanti titoli pubblicati (e che potete consultate nel sito dell’autore) , ho scelto “La città e il drago”, edito dalla casa editrice Lapis. Una premessa è doverosa: Gek Tessaro è molto più di un autore e un illustratore, è un artista a tutto tondo che con un sapiente mix di parole e immagini riesce a raccontare storie mai banali e a conquistare cuore e mente del lettore.

Innanzitutto colpisce la geniale architettura della copertina che, in un ritaglio centrale, mostra gli occhi gialli e brillanti del drago (o almeno così immaginiamo dal titolo) e in basso un piccolo reggimento di soldati armati di tutto punto e in sella ai loro cavalli. La magia di un albo sta già nella pagina successiva perché, ancora prima di leggere la storia, scopriamo che in realtà quegl’occhi luminosi appartengono ad un grosso ranocchio. Ecco svelata la prima grande ricchezza dell’albo illustrato: ogni volta che si gira una pagina si attraversa una soglia e il movimento del braccio e della mano formano così il respiro della storia.

Scopriamo, dunque, che su una montagna, anzi no sono due, vive un drago con tutti gli attributi che ci si aspetta da un esemplare del genere: grande, addirittura esagerato (“che quando sta in piedi addio cielo stellato”), lingua rossa fuoco, unghie, artigli e perfino fumo dal naso. Sull’altra vive invece un re permaloso perennemente convinto che il drago sia pronto ad attaccarlo e disposto a tutto pur di affrontarlo.

Accade allora che mentre Sua altezza pensa di trasferire tutto il suo regno sull’altra montagna per far dispetto alla bestia, proprio di questa in realtà leggiamo che di feroce c’è ben poco e che in fondo, dietro quell’aspetto spaventoso, c’è un cuore di ranocchio. Dal profondo della sua tana è costretto ad assistere e sopportare tutto il fracasso del trasloco voluto dal re e quando, stufo e stremato, decide di andarsene, suo malgrado fa tremare tutta la città.

Il ritmo della storia a questo punto accelera: il re chiama a raccolta tutto l’esercito, convinto che quello del drago sia sicuramente un affronto, ma l’ambizione e la voglia di apparire dei soldati scatena una vera e propria guerra intestina al punto che tutti, perfino il re che nel frattempo si è rimediato un bel colpo sul naso, non ricordano più perché tutto sia cominciato.

Nel frattempo un drago annoiato osserva la scena e sarà un suo sbadiglio a dare una nuova piega alla storia.

Gek Tessaro è senza dubbio molto abile nell’organizzare un tessuto narrativo capace di coinvolgere e sicuramente l’uso delle rime si presta a letture molto espressive e partecipate. Da artista qual è riesce con i suoi disegni a trasportarci dal furore della battaglia (leggete a questo proposito la presentazione in cui parla del suo amore per i cavalli!) al buio della tana del drago, dalla cima di una montagna alla vastità dell’oceano. Le forme semplici, per lo più stilizzate, dai contorni definiti e spesso stagliate su fondo bianco sono molto comunicative e immediatamente comprensibili allo sguardo del bambino. Con grande maestria, i personaggi della storia invadono lo spazio della pagina, spesso lo travalicano e, ora in primo piano giganteschi, ora sullo sfondo più piccoli, trasmettono la giusta atmosfera alla narrazione.

Il significato della storia si presta poi a molteplici letture che a mio giudizio si rivelano adatte per essere approfondite e discusse nel primo percorso di scolarizzazione: dalla banalità della guerra, spesso condotta per futili motivi e alimentata dall’ambizione e da smanie di potere, all’importanza di andare oltre le apparenze e spostare il nostro giudizio su un piano che vada al di là dell’aspetto fisico per scoprire che in fondo siamo tutti diversi, speciali e meritevoli di rispetto.


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