Ascanio Celestini, nella presentazione del libro, afferma che “…abbiamo bisogno di gatti parlanti come quelli che stanno in questa raccolta di fiabe… come di una vacanza.”
Davvero, ho pensato di proporvi quello che è considerato uno dei capolavori del Novecento francese, perché è una lettura che ci pone nella situazione della vacanza mentale.
E’un libro che non vuole insegnare niente a nessuno. Le storie che vi accadono hanno il solo scopo di far divertire il lettore o l’ascoltatore.
Le protagoniste sono due sorelline, Delphine e Marinette, sempre insieme nella fattoria. L’elemento particolare dei racconti è che gli animali che vivono in questo ambiente agricolo parlano come gli esseri umani e con loro hanno un rapporto di parità.
Nel primo racconto, ad esempio, i genitori accusano il gatto di non far niente tutto il giorno e di permettere ai topi di circolare liberamente.
L’autore, Marcel Aymé (1902-1967) è stato una personalità significativa della cultura francese del Novecento. Il romanzo che lo rivelò al grande pubblico fu “La jument verte” (1933) ma “Les contes du chat perché” (1939) rimane il racconto più famoso, ristampato, tradotto e illustrato in tutto il mondo.
Buone vacanze.
