2 Ottobre 2010 ARTICOLI

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L’esempio

L’importanza dell’esempio nella crescita dei figli è conosciuta fin dai tempi più antichi: i piccoli osservano le attività ed i comportamenti degli adulti, li imitano e poco per volta entrano a fare parte della comunità, assimilandone tecnologie, comportamenti e valori. Questo processo è tuttora utilizzato dai piccoli della nostra società. I figli imparano prima di tutto dai genitori come orientarsi e come comportarsi in un mondo che ancora non conoscono.

L’impronta lasciata dai genitori sarà stabile e duratura. E’ importante che il genitore abbia consapevolezza di questo processo: dare l’esempio non è l’unico modo per insegnare comportamenti e valori a cui teniamo, ma è una modalità efficace e a basso rischio di creare problemi nella relazione genitori-figli: il figlio non ha alcun motivo per alzare barriere, ma è motivato ad imitare una persona per lui significativa che gli funge da modello. Mi soffermerei sugli aspetti relazionali. Se il genitore tratta il figlio con attenzione e rispetto, è molto probabile che riceva a sua volta un comportamento analogo. Se i genitori ascoltano i loro figli in modo onesto e sincero, è molto probabile che i figli imparino ad ascoltare. Quando un genitore si lamenta che il figlio è ribelle alle sue indicazioni o i suoi consigli, è molto probabile che egli stesso comunichi al figlio scarsa accettazione e comprensione, magari anche solo per il timore di non essere accolto a sua volta (ed in questo modo ottiene proprio l’effetto che teme).
Riporto la esperienze vissute da alcuni genitori dopo avere applicato l’ascolto attivo nella loro relazione con i figli.
Una coppia con due figli di 5 e 2 anni, ha raccontato che il figlio più grande ha imparato l’uso dell’ascolto attivo e lo ha utilizzato in più occasioni. Ha riferito una di queste situazioni. Il primogenito sta giocando per conto proprio, quando arriva il fratellino e gli si pone accanto. La prima reazione del bimbo più grande è: “Va via!”. Il piccolo risponde: “No!”. Il più grande allora gli dice: “Ti piace stare qui”. Ed il fratellino: “Sì”. Ed i due fratelli rimangono vicini, uno che gioca e l’altro che osserva.
Una mamma racconta che suo figlio di due anni e mezzo ama molto stare in braccio, ma quando sente la mamma dire che ha mal di schiena, recependo il suo disagio, si fa mettere a terra immediatamente.
Questi sono chiari esempi della capacità di bambini anche molto piccoli di entrare in empatia con altre persone, dando una risposta adeguata alla situazione. Se l’ascolto, come altre abilità, diventa un modo di relazionarsi utilizzato abitualmente in famiglia, i figli lo mettono in pratica loro stessi, diventa un modo che anch’essi utilizzeranno.
Ciascuno di noi, se riflette un attimo, si rende conto di quanti convincimenti, comportamenti e valori sono simili a quelli dei propri genitori. E se i genitori si prendono un attimo di tempo per osservare i loro figli, possono facilmente trovare nei figli molti più atteggiamenti simili ai loro di quanti avrebbero immaginato.


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