Essere figli significa assumere una posizione, un ruolo molto specifico a seconda se si nasce maschio o femmina, a seconda se si è figli unici, primogeniti, o secondi, o terzi, o quarti… Significa incarnare le aspettative della famiglia, ma anche assorbirne le paure, le energie positive e negative, i valori, le credenze, i modelli culturali di riferimento, il clima, i colori.
La famiglia cambia già dal momento in cui si sceglie di fare un figlio o dal momento in cui si scopre il concepimento, se non lo si è deciso prima: ciò che era prima non sarà mai più.
Il bambino entra a far parte della famiglia nel momento esatto in cui lo si concepisce mentalmente.
E allora inconsciamente e consapevolmente i suoi familiari cominceranno a creargli uno spazio all’interno di quello che possiamo definire il suo contesto di appartenenza.
Il contesto in cui cresce contribuisce a costruire la personalità del figlio tanto quanto i suoi geni e tanto quanto il temperamento innato: un neonato dipende totalmente dall’ambiente esterno e a questo gli conviene adattarsi, se vuole sopravvivere. L’adattamento incomincia nel ventre materno, per poi continuare tutta la vita.
La domanda fondamentale che si devono porre i genitori è: come posso facilitare il più possibile la realizzazione di mio figlio nei limiti e nel rispetto del nostro contesto di appartenenza? Come posso aiutarlo ad esprimere il più possibile e nei limiti del possibile le sue potenzialità?
Valorizzare il proprio contesto e la propria cultura familiare aiuta il figlio ad appartenere pienamente e felicemente alla sua famiglia: queste sono le radici.
Valorizzare l’indole, le caratteristiche peculiari del figlio, aiutandolo a riconoscere e a realizzare i suoi bisogni fondamentali, anche se questi si contrappongono ai bisogni dei genitori stessi, è il regalo più prezioso che gli si può fare: queste sono le ali.
Ci sembra interessante vedere come possono essere aiutati i figli a “mettere radici e ali” nei diversi tipi di famiglia presenti nella nostra epoca: famiglie tradizionali, monogenitoriali, miste, ricostituite…
Dott.ssa Maria Cristina Peyrani
