Un figlio ha bisogno che mamma e papà costruiscano insieme (coppia o non coppia) un “patto genitoriale” di cura responsabile.
A seconda della sua fase evolutiva i due genitori cercheranno di costruire, nel tempo, una base sicura per il figlio: dargli accudimento e una continua protezione nella primissima fase, per poi introdurre la spinta affettuosa, via via maggiore con il crescere dell’età, a scoprire e ad affrontare il mondo, garantendogli la compresenza di aspetti empatici e protettivi, e di aspetti emancipativi e di ordine e giustizia.
Parte importante dell’accudimento del neonato è la dimensione del piacere che i genitori provano. Il piacere aiuta a sopportare, nelle primissime fasi, le difficoltà e l’impegno costante richiesto dal figlio, garantendo, in tal modo, la costruzione di una relazione di fiducia e di uno stretto legame reciproco.
Dott.ssa Maria Cristina Peyrani
Il patto genitoriale passa anche attraverso la negoziazione delle responsabilità assunte dai due genitori e del tipo di impegno richiesto per entrambi dalla cura del figlio, in funzione, anche, delle aspettative reciproche. La condivisione del coinvolgimento dei genitori, infatti, non è da intendersi come divisione dei compiti alla pari, ma come equa messa in comune dell’impegno, proporzionalmente alle capacità, ai bisogni, alla predisposizione e alla disponibilità di tempo di ognuno. Se le aspettative reciproche verranno rispettate ed entrambi si dimostreranno in grado di legittimare l’altro come genitore, allora maggiori saranno le probabilità di una percezione positiva e felice di questa delicata fase di vita.
Nel caso in cui i due genitori siano anche una coppia, con la nascita di un figlio il loro legame acquisterà nuove valenze: se da un lato si assiste al mutare di alcuni aspetti tipici della coppia, dall’altro emerge con maggiore evidenza il senso di appartenenza e di coinvolgimento in un progetto comune. La complessità dell’intreccio tra relazione coniugale e relazione genitoriale richiede alla coppia la capacità di ridefinire i propri confini coniugali, compito fondamentale, che verrà richiesto ai due partner continuamente nel tempo, in funzione delle varie fasi del ciclo vitale della famiglia.
Infine, come si può gestire al meglio la presenza e il ruolo delle due famiglie d’origine?
In sintesi si può dire che per quanto riguarda il rapporto fra le due generazioni è importante che ci sia il riconoscimento e la capacità di integrazione, da parte sia dei genitori che dei figli (ormai adulti a tutti gli effetti!), delle somiglianze e delle differenze tra famiglia giovane e famiglia d’origine. I genitori più giovani faranno tesoro dell’esperienza, delle risorse e dei valori dei genitori più anziani, ma contemporaneamente daranno un’impronta nuova, “moderna”, unica e specifica (che li corrisponda) all’educazione del proprio figlio e all’impostazione della propria famiglia.
