Se gioco e non mi annoio, imparo
“Io questo ho capito: si impara solo osservando, imitando e divertendosi. Quindi, se gioco e non mi annoio imparo, sennò no”. Lo spiega così, una Maria Montessori ancora bambina nel primo capitolo della sua biografia, questo importante principio della pedagogia montessoriana: per imparare e sviluppare le proprie potenzialità, i bambini devono poter giocare, provare interesse, sentirsi liberi di sbagliare, provare e riprovare.
Studi e passioni alla ricerca della propria strada
La crescita e la giovinezza di Maria sono narrati con tanti dettagli. Leggendo conosciamo il suo rapporto con il genitori, la passione per il teatro e gli studi che avrebbero dovuto condurla a realizzare il sogno di recitare, il momento in cui cambiò idea e, pensando di diventare ingegnere, si dedicò agli studi tecnici, circondata da una grande maggioranza di compagni maschi. Passano gli anni e Maria matura nuove aspirazioni ed è così che, sfidando difficoltà logistiche e pregiudizi (molti pregiudizi!), si iscrive alla facoltà di Medicina.
L’amore e la nascita del piccolo Mario
La storia continua: con delicatezza si racconta del rapporto d’amore con Giuseppe e della nascita del piccolo Mario. Ma in quei tempi, diventare madre senza essere sposata voleva dire perdere il proprio lavoro e finire ai margini della società… Il bimbo viene registrato all’anagrafe come figlio di ignoti e viene affidato a una famiglia di fiducia dove Maria andrà a trovarlo regolarmente negli anni dell’infanzia.
Una pioniera, dotata di coraggio e determinazione
Maria viaggia, è attiva sul fronte femminista e comincia a studiare e indagare nuove terapie per curare i bambini con un ritardo dello sviluppo cognitivo e/o disturbi mentali. Arriva a gestire la Scuola Magistrale Ortofrenica, la prima scuola dove si sarebbero formati i maestri dei ragazzi che nel secolo scorso venivano chiamati frenastenici. E nel 1906 apre a Roma la prima Casa-Scuola d’Italia: la Casa dei Bambini!
Un ritratto ricco e coinvolgente
Raccontare la vita e l’esperienza della grande pedagogista in un romanzo a misura di bambino e ragazzino mi sembra un’idea davvero vincente. È bello che i giovanissimi lettori possano avvicinarsi alla figura di Maria Montessori non attraverso un manuale scolastico, ma entrando nella storia – la sua storia – narrata in prima persona con tanti dettagli e un effetto decisamente più avvincente. Grazie a queste pagine che ci restituiscono una persona “vera” con i suoi dubbi, le sue passioni e la sua grande determinazione, la Montessori diventa più reale e, forse per questo, ancora più eroica.
Premio Andersen per la collana
Se questo libro vi è piaciuto, segnalo che potete trovare numerose biografie di donne che hanno dato un grande contributo al mondo della scienza, nella collana “Donne nella scienza” che nel 2018 si è meritata il Premio Andersen come miglior collana di divulgazione.
Scienza, ma anche ecologia e battaglie per l’ambiente
Tra i personaggi di cui vengono narrati studi e scoperte all’interno della collana, troviamo scienziate che si sono dedicate a settori molto diversi tra loro. Ad esempio, Mary Anning che nel 1800 ha portato alla luce i primi scheletri di animali preistorici, Lise Meitner che ha collaborato alla scoperta della fissione nucleare, Marie Curie con i suoi studi sulla radioattività, ma anche Dian Fossey, la studiosa amica dei gorilla e la scienziata ambientalista Vandala Shiva che si è schierata contro le multinazionali agroalimentari.
Giorgia Cozza
