Io mi sono commossa. Un suggerimento? Leggetelo voi, leggetelo con i bambini più piccoli (dai 4 o 5 anni circa in su), leggetelo con i bambini più grandi e fatelo leggere ai ragazzini. È una storia che ha tanto da raccontare.
Una lettera dal fronte
Una lettera dal fronte, datata 25 dicembre 1914. A riceverla dalle mani di una postina in bicicletta è una mamma che inizia subito a leggere.
“Cara mamma, grazie mille per la sciarpa che mi hai spedito nell’ultimo pacco. Mi farà molto bene. Qui, in trincea, c’è un freddo che ti gela l’anima”. Inizia così questa storia che è una lunga lettera, scritta da un giovane soldato inglese per raccontare qualcosa di speciale. “Ti voglio raccontare un fatto straordinario” scrive Tommy alla sua mamma.
La sera della Vigilia, scoccata la mezzanotte, i cannoni e le bombe si sono fermati e all’improvviso, in lontananza, è risuonata una melodia familiare…
Dal fronte nemico giungeva l’eco di un canto di Natale. Tommy e i suoi compagni hanno iniziato a cantare.
Un ragazzo uguale a lui
La mattina del venticinque, oltre le buche e oltre il filo spinato, Tommy vede un soldato tedesco che esce dalla trincea con le mani in alto. Armato di coraggio e della certezza che l’altro giovane non volesse fargli del male, anche Tommy esce alla scoperto con le mani in alto.
“Lui si è avvicinato sorridendo e salutando con la mano. Quante volte lo avevo guardato nel mirino, pronto a sparargli con il mio fucile….!” scrive Tommy nella sua lettera.
Ora quel soldato di un altro Paese gli appare per quello che è, non un nemico, ma un ragazzo, proprio come lui.
Ich bin Gunter
“Ich bin Gunter” si presenta il giovane. Ed ecco che anche gli altri soldati di entrambi gli schieramenti escono dalle trincee per incontrarsi a metà strada, in territorio neutrale, farsi gli auguri, scambiarsi pezzi di cioccolato e mostrarsi a vicenda le foto di famiglia.
Qualcuno si è messo a ballare in modo buffo, qualcuno ha condiviso una sigaretta. Gunter mostra a Tommy una figurina con il suo calciatore preferito. Tommy gli mostra una foto con i suoi compagni della squadra di calcio. Poi, chissà da dove, in aria vola un pallone e – tolti gli elmetti e le giacche – i ragazzi si mettono a giocare.
Al tramonto esplodono i cannoni
“Al tramonto, in lontananza, abbiamo sentito le esplosioni dei cannoni e delle mitragliatrici. Tutto è ricominciato daccapo, e i superiori ci hanno ordinato di tornare alle nostre postazioni, in trincea”. E si conclude così, con una stretta di mano, una frase sussurrata da Tommy (“mi sarebbe piaciuto conoscerti in un posto diverso”) e gli auguri di Natale di Gunter, una giornata di festa, una giornata di tregua. Tornato in trincea Tommy trova una sorpresa che vi lascio scoprire per non anticiparvi il finale.
Tratto da una storia vera
Quella narrata in questo albo con un testo delicato e toccante e immagini altrettanto delicate, è una storia vera. È la storia di un cessate il fuoco, di una tregua di Natale, nata in modo del tutto spontaneo per iniziativa dei soldati di due schieramenti nemici. Una tregua che ha visto ragazzi e uomini, inglese, francesi e tedeschi, cantare e pregare insieme, scambiarsi auguri e piccoli doni (bottoni delle divise, cibo, tabacco). E giocare quella famosa partita di calcio. Un evento incredibile che si è scoperto solo più avanti perché i soldati lo hanno raccontato nelle loro lettere alle famiglie.
Non nemici, fratelli nella sventura
Un’occasione per constatare quello che dovrebbe essere ovvio ma di cui in tempo di guerra purtroppo si perde consapevolezza: i soldati di schieramenti opposti sono tutti uguali, uomini e ragazzi giovanissimi, con una mamma a casa che li aspetta, una fidanzata che li pensa, una moglie in ansia. Uomini e ragazzi con in comune anche l’amore per il Natale e la passione per il calcio!
Un libro che parla ai cuori
Avevo sentito parlare di questa vicenda, ma non avevo mai letto nulla in proposito. Questo libro l’ho trovato bellissimo. Un albo illustrato che parla ai cuori dei piccoli e dei grandi e di cui davvero consiglio la lettura. È uno sguardo diverso sulla guerra, un’occasione per approfondire l’argomento con bambini più grandicelli, un’opportunità per constatare quanto sia enorme, grottesca e inacettabile la follia della guerra.
Facciamo un po’ fatica a imparare la lezione della storia. Questo libro può insegnare tanto. Ai bambini e anche ai grandi.
Giorgia Cozza
P.S. Se questa storia vi è piaciuta, vi segnalo la raccolta di lettere dei soldati che hanno vissuto la tregua di Natale e nei giorni successivi lo hanno raccontato ai famigliari: il libro si intitola “La tregua di Natale. Lettere dal fronte” (editrice Lindau). Potete Compralo su Amazon.
