Il ritorno del lupo
Quando i lupi sparirono dal Parco di Yellowstone, intorno al 1930, l’equilibrio dell’intero ecosistema cominciò a destabilizzarsi finché, nel 1995, i lupi furono reintrodotti e tutto cominciò a cambiare per il meglio.
Quattordici lupi racconta questa storia. La storia di quei lupi che quasi trent’anni fa furono trasferiti a Yellowstone per “ripopolare” il parco. Un ritorno a casa, per questo splendido predatore, protagonista di fiabe e leggende. Una grande avventura per gli esemplari che si trovarono ad affrontare un viaggio impegnativo per ambientarsi in una terra nuova e sconosciuta.
Quando il parco restò senza lupi
Ma facciamo un passo indietro. Per centinaia di anni i lupi hanno regnato sul parco di Yellowstone, aggirandosi liberi per le pianure, cacciando i wapiti e gli altri animali che vivevano in questi territori. “Ma con il passare degli anni” si legge nelle prime pagine del libro, “i cacciatori cominciarono a uccidere i lupi per la loro calda pelliccia e per proteggere il bestiame”.
Nel 1930, questo predatore era del tutto scomparso dalle terre del parco. Senza i lupi, i wapiti aumentarono di numero e brucarono erba, germogli e foglie senza più limiti. Tanto che le praterie divennero aride e spoglie. Senza gli alberi, gli uccelli e molte specie di piccoli roditori persero ripari e cibo e così lasciarono il parco. Gli orsi, i castori, le volpi diminuirono sempre di più…
È l’ora di tornare a casa
Dopo vent’anni di discussioni tra scienziati, ambientalisti e funzionari del governo, nel 1995, la decisione è presa: i lupi sarebbero dovuti tornare nel parco. E così prese il via l’operazione “ritorno a casa”.
La prima parte del libro racconta di come quattordici lupi canadesi furono anestetizzati (tramite dardi sparati da un elicottero), sistemati in gabbie, trasportati in aereo e poi su strada, fino a raggiungere il parco.
“Quando le slitte raggiungono i recinti appositamente costruiti nel cuore del parco, le gabbie vengono finalmente aperte. Un coraggioso lupo nero si avventura sulla neve candida”. Per alcune settimane i lupi devono restare all’interno di grandi recinti. Se fossero stati liberati troppo presto, il loro istinto li avrebbe riportati in Canada.
Con i lupi, tutto cambia
La storia continua con la creazione di tre branchi e la liberazione in natura dei quattordici lupi. Nascono coppie e nascono cuccioli. I lupi riprendono a cacciare. E tutto cambia. Gli equilibri vengono ristabiliti. Gli enormi branchi di wapiti si ridimensionano. La vegetazione torna a crescere. I coyote, che ora sono in competizione con i lupi, diminuiscono di numero. Il fatto che ci siano meno coyote, fa sì che aumentino gli esemplari di antilocapre, tassi, volpi, conigli e topi. Tornano gli uccelli canori e i castori. Anche la popolazione degli orsi cresce, perchè il ritorno del lupo ha garantito più carcasse e quindi più cibo anche al grande plantigrado. Cambiano addirittura i corsi dei fiumi!
Tantissime informazioni utili
Questo libro è una vera e propria miniera di nozioni. È ricchissimo di informazioni sulle caratteristiche di numerosi animali, predatori ed erbivori, spiega molto chiaramente il concetto di ecosistema, chiarisce il ruolo fondamentale di ogni specie per mantenere l’equilibrio di un territorio. E riesce a trasmettere tutte queste informazioni, alcune anche complesse, senza annoiare e senza rischiare di somigliare a un libro scolastico. Nulla contro i libri scolastici eh, ma quando un bambino si aspetta una storia, deve trovare una storia. E con Quattordici lupi funziona proprio così: la storia è interessante e cattura l’attenzione e il contorno di informazioni non guasta, anzi dà sapore alla storia stessa.
Illustrazioni “potenti” e grafica accattivante
I lupi vivono tra le pagine grazie alle belle illustrazioni che li mostrano impegnati a cacciare, seguire le prede, combattere, allattare i cuccioli. Anche la grafica è ben studiata con didascalie e brevi brani in stampatello che “spezzano” il testo.
Per chi si fosse appassionato alla storia dei quattordici lupi, in chiusura viene raccontato brevemente il destino di ognuno di loro, fino alla morte che purtroppo per diversi esemplari è stata causata dall’uomo.
Lettura adatta dai 6-7 anni
Personalmente grazie a questo libro ho imparato parecchie cose. Non immaginavo che la presenza/assenza del lupo potesse avere conseguenze così vaste ed importanti non solo sulle altre specie animali, ma anche sul territorio. Per quanto riguarda l’età di lettura, io l’ho letto con il mio bambino di sette anni che ha apprezzato molto. Credo che con mamma e papà si possa leggere anche prima, dai sei anni.
Letto in autonomia è interessante anche per ragazzini più grandi
Giorgia Cozza
