18 Novembre 2021 ARTICOLI

Giorgia Cozza

Giorgia Cozza è una giornalista specializzata nel settore materno-infantile, i numerosi manuali per genitori di cui è autrice sono un punto di riferimento ormai consolidato per le coppie in attesa di un bimbo e per le neofamiglie.

Tutti gli articoli >  

Home  > Articoli  > Recensione del libro per bambini: Quattordici lupi

Recensione del libro per bambini: Quattordici lupi

Autore
Catherine Barr
Illustratore
Jenni Desmond
Casa Editrice
Editoriale Scienza
Anno prima edizione
2021
Pagine
48
ISBN
978-8893931274

Un albo illustrato che racconta una storia avvincente e allo stesso tempo offre tante informazioni a proposito dell’ambiente, degli animali e del delicato equilibrio degli ecosistemi.

Compralo su Amazon

Il ritorno del lupo

Quando i lupi sparirono dal Parco di Yellowstone, intorno al 1930, l’equilibrio dell’intero ecosistema cominciò a destabilizzarsi finché, nel 1995, i lupi furono reintrodotti e tutto cominciò a cambiare per il meglio.
Quattordici lupi racconta questa storia. La storia di quei lupi che quasi trent’anni fa furono trasferiti a Yellowstone per “ripopolare” il parco. Un ritorno a casa, per questo splendido predatore, protagonista di fiabe e leggende. Una grande avventura per gli esemplari che si trovarono ad affrontare un viaggio impegnativo per ambientarsi in una terra nuova e sconosciuta.

Quando il parco restò senza lupi

Ma facciamo un passo indietro. Per centinaia di anni i lupi hanno regnato sul parco di Yellowstone, aggirandosi liberi per le pianure, cacciando i wapiti e gli altri animali che vivevano in questi territori. “Ma con il passare degli anni” si legge nelle prime pagine del libro, “i cacciatori cominciarono a uccidere i lupi per la loro calda pelliccia e per proteggere il bestiame”.
Nel 1930, questo predatore era del tutto scomparso dalle terre del parco. Senza i lupi, i wapiti aumentarono di numero e brucarono erba, germogli e foglie senza più limiti. Tanto che le praterie divennero aride e spoglie. Senza gli alberi, gli uccelli e molte specie di piccoli roditori persero ripari e cibo e così lasciarono il parco. Gli orsi, i castori, le volpi diminuirono sempre di più…

È l’ora di tornare a casa

Dopo vent’anni di discussioni tra scienziati, ambientalisti e funzionari del governo, nel 1995, la decisione è presa: i lupi sarebbero dovuti tornare nel parco. E così prese il via l’operazione “ritorno a casa”.
La prima parte del libro racconta di come quattordici lupi canadesi furono anestetizzati (tramite dardi sparati da un elicottero), sistemati in gabbie, trasportati in aereo e poi su strada, fino a raggiungere il parco.
“Quando le slitte raggiungono i recinti appositamente costruiti nel cuore del parco, le gabbie vengono finalmente aperte. Un coraggioso lupo nero si avventura sulla neve candida”. Per alcune settimane i lupi devono restare all’interno di grandi recinti. Se fossero stati liberati troppo presto, il loro istinto li avrebbe riportati in Canada.

Con i lupi, tutto cambia

La storia continua con la creazione di tre branchi e la liberazione in natura dei quattordici lupi. Nascono coppie e nascono cuccioli. I lupi riprendono a cacciare. E tutto cambia. Gli equilibri vengono ristabiliti. Gli enormi branchi di wapiti si ridimensionano. La vegetazione torna a crescere. I coyote, che ora sono in competizione con i lupi, diminuiscono di numero. Il fatto che ci siano meno coyote, fa sì che aumentino gli esemplari di antilocapre, tassi, volpi, conigli e topi. Tornano gli uccelli canori e i castori. Anche la popolazione degli orsi cresce, perchè il ritorno del lupo ha garantito più carcasse e quindi più cibo anche al grande plantigrado. Cambiano addirittura i corsi dei fiumi!

Tantissime informazioni utili

Questo libro è una vera e propria miniera di nozioni. È ricchissimo di informazioni sulle caratteristiche di numerosi animali, predatori ed erbivori, spiega molto chiaramente il concetto di ecosistema, chiarisce il ruolo fondamentale di ogni specie per mantenere l’equilibrio di un territorio. E riesce a trasmettere tutte queste informazioni, alcune anche complesse, senza annoiare e senza rischiare di somigliare a un libro scolastico. Nulla contro i libri scolastici eh, ma quando un bambino si aspetta una storia, deve trovare una storia. E con Quattordici lupi funziona proprio così: la storia è interessante e cattura l’attenzione e il contorno di informazioni non guasta, anzi dà sapore alla storia stessa.

Illustrazioni “potenti” e grafica accattivante

I lupi vivono tra le pagine grazie alle belle illustrazioni che li mostrano impegnati a cacciare, seguire le prede, combattere, allattare i cuccioli. Anche la grafica è ben studiata con didascalie e brevi brani in stampatello che “spezzano” il testo.
Per chi si fosse appassionato alla storia dei quattordici lupi, in chiusura viene raccontato brevemente il destino di ognuno di loro, fino alla morte che purtroppo per diversi esemplari è stata causata dall’uomo.

Lettura adatta dai 6-7 anni

Personalmente grazie a questo libro ho imparato parecchie cose. Non immaginavo che la presenza/assenza del lupo potesse avere conseguenze così vaste ed importanti non solo sulle altre specie animali, ma anche sul territorio. Per quanto riguarda l’età di lettura, io l’ho letto con il mio bambino di sette anni che ha apprezzato molto. Credo che con mamma e papà si possa leggere anche prima, dai sei anni.

Letto in autonomia è interessante anche per ragazzini più grandi

Giorgia Cozza

 


Categoria:
Argomenti:
Calendario

Iscriviti alla nostra Newsletter

Ogni settimana, tra giovedì e venerdì, ti arriverà una mail informativa sugli appuntamenti, le opportunità e le offerte del territorio.

Iscriviti