Scimmia è molto arrabbiata
“Scimmia si è svegliata male stamattina”. Inizia così la storia narrata nelle pagine di Rinoceronte, con una scimmietta di cattivo umore. Una scimmietta così contrariata che anche “il suo naso è arrabbiato” e anche i suoi occhi e anche i suoi piedi. I piedi poi, sono i più arrabbiati di tutti.
Con tutto quel cattivo umore addosso, succede che quando Scimmia inciampa contro Uccello, anziché scusarsi, comincia a urlare, dicendogli di levarsi dai piedi. “Cosa credi che io sia, uno stupido uccello? Credi che io sappia volare?”
Ma Scimmia non si limita a urlare, dà addirittura un calcio al povero Uccello.

Uccello litiga con Rospo
Uccello cade in una pozzanghera e così… “Adesso anche Uccello è arrabbiato, anzi è furioso, le sue piume sono impastate di fango e il sedere è sprofondato nella melma”. Insomma, proprio una situazione antipatica. Dato che è la pozzanghera di un rospo, va a finire che Uccello se la prende con lui: “In che schifo d’acqua fai il bagno? Brutto anfibio che non sei altro!”
Sentendo Uccello che parla in questo modo, Rospo si offende e gli ricorda che quella è la sua pozzanghera. Per sottolineare il concetto colpisce l’acqua che schizza addosso a Coccodrillo, disturbando il suo sonno.
Coccodrillo lancia in aria Tartaruga
Neanche a dirlo, reagisce male anche Coccodrillo che urla a tutti di allontanarsi e colpisce Tartaruga con “un colpo di coda così forte da spostare un elefante…”.
Tartaruga vola in aria ed è pronta a litigare a sua volta. Indispettita sottolinea a gran voce che non si farà un bel niente dato che la sua corrazza è molto dura. Peccato che sulla sua traiettoria ci sia proprio un grande… rinoceronte!
Le cose potrebbero mettersi molto male se non che… “Rinoceronte oggi è soprattutto molto contento”. È contento per l’erba della primavera che è appena spuntata, per il sole che gli scalda la schiena e perché presto andrà a fare un bagno nello stagno. Si sente così sereno che aiuta Tartaruga a rigirarsi.

Rinoceronte è molto contento!
La gentilezza di Rinoceronte cambia il corso della storia. Tartaruga si avvicina a Coccodrillo e ne sposta delicatamente la coda. Coccodrillo inizia a trovare rinfrescanti gli schizzi di Rospo. Rospo fa il bagno insieme a Uccello cercando di non smuovere troppo il fango del fondo. Uccello, finito il bagno, incontra Scimmia e le chiede perché è così arrabbiata. Ma Scimmia non si sente più arrabbiata. E quando lo dice, tutti gli animali iniziano a ridere, a partire da Uccello per continuare con Rospo, Tartaruga e Coccodrillo in una sorta di domino delle risate. La storia finisce così nel più assoluto buon umore, con Coccodrillo che si mette a ridere “fino alle lacrime”.
Un libro che parla di emozioni
Il testo è molto immediato. Le frasi iniziali in cui si descrive il cattivo umore di Scimmia sono particolarmente efficaci e possono aiutare i bambini a riconoscere la rabbia e darle un nome. Al mio bambino di quattro anni fanno molto ridere le parti con i litigi, quando Scimmia urla di non saper volare e quando Uccello finisce con il sedere nella melma. Sicuramente il testo si presta a più livelli di lettura a secondo dell’età del lettore.
Il nostro umore può essere contagioso
Il messaggio comunque è chiaro e può essere colto anche dai lettori più piccoli: quando incontriamo qualcuno che è di cattivo umore e ci tratta in modo sgarbato, è probabile che anche il nostro umore peggiori. Ma quando veniamo trattati in modo gentile e allegro ci sentiamo a nostra volta più contenti.
Un invito a diffondere gentilezza e sorrisi intorno a noi!
Una sorpresa nel cuore del libro
Le illustrazioni sono semplici e colorate, e la doppia pagina che si apre al centro del libro sull’illustrazione di Rinoceronte (che occupa quattro facciate) cattura l’interesse dei piccoli lettori e segna il passaggio da una parte all’altra della storia: dal malumore alla gentilezza e all’allegria.
Un libro simpatico per grandi e piccoli!
Giorgia Cozza
