Un viaggio lento, con partenza dall’Islanda e destinazione un imprecisato paesino del Nord Europa. Il viaggio di un ragazzo di ventidue anni diretto ad un antico monastero di cui si occuperà di ripristinare il famoso roseto. Lobbi è appassionato di giardinaggio, di rose in particolare, un amore che gli è stato trasmesso dalla madre.
Il giardino ormai abbandonato del monastero rappresenta il luogo ideale per dare un senso agli avvenimenti più recenti della vita di Lobbi, la morte della madre a causa di un incidente stradale e la nascita di Flora Sol, la figlia di sette mesi nata dopo “un quinto di notte” trascorso insieme ad Anna, incontrata per caso.
Senza aggiungere altro per non togliervi il gusto di un libro che deve essere assaporato lentamente così da coglierne le sfumature delicate, il resto è il percorso che consentirà a Lobbi di sentirsi padre. Come ha dichiarato la stessa Autrice, questa storia è la risposta all’interrogativo di come si formasse il senso di paternità in un uomo, avvisato, come nel romanzo, da una telefonata che annuncia la gravidanza.
Tanto abbiamo letto sull’essere e sentirsi madre, avevamo bisogno di questa storia.
Se volere potete leggere un estratto sul sito della casa editrice http://www.einaudi.it/var/einaudi/contenuto/extra/978880621013PCA.pdf
