In questi anni ho sperimentato tante ricette, strategie, parole, porzioni ma – giuro! – non gli ho mai detto “se mangi la carnina, poi ti do il gelatino”, “se non mangi, la mamma piange”, “uno per la mamma, uno per il papà…”.
Ho sempre pensato che in questo modo gli avrei insegnato l’odiosa tecnica del ricatto e, peggio ancora, del ricatto affettivo.
In compenso la nostra tavola è stata sorvolata da centinaia di aeroplani ed elicotteri, stormi di piccoli bocconi che ci hanno regalato risate e bei ricordi.
Così, nel tempo, ho capito due cose:
1. che con i bambini i progressi – parlando di cibo – sono lenti (non arrendetevi!);
2. che a tavola il clima sereno conta più di qualsiasi appetitosa ricetta.
