Cominciamo a mangiare, chiacchieriamo, parliamo… ma ecco che all’improvviso un giovane commensale assume quello sguardo da tecnico-di-laboratorio-a-caccia-di-microbatteri e con la punta della forchetta, in un angolino invisibile scova un minuscolo puntino scuro… Orrore! Il sogno è finito: c’è un pinzillicchio nel piatto!
Il pinzillicchio, le mamme lo sanno, può essere una macchia, un puntino, una qualsiasi forma irregolare che non siamo riuscite a eliminare in tempo e che ora blocca all’istante l’appetito dei bambini (in genere tra i 4 e i 7 anni).
Inutile dire non è niente, mangia. Il giovane scienziato l’ha visto e non si torna più indietro.
Nel tempo l’ossessione passerà. Per ora consoliamoci pensando che forse è l’istinto che guida i bambini a cercare e scartare le macchie scure, che nel mondo naturale possono essere sinonimo di “marcio”.
Invece di minimizzare, indaghiamo con loro, aiutiamoli a osservare quelle macchie: questo è il segno della grandine, qui è passato un bruchino, questo è un pezzetto di prezzemolo… e lasciamoli liberi di spostare i pinzillicchi ai bordi del piatto.
Sentirsi capiti da mamma e papà aiuta a fidarsi e a mangiare quello che resta.
